Viaggio in Pakistan fai da te

La risorsa definitiva per un viaggio in Pakistan.

Il Pakistan, un Paese ancora poco battuto dal turismo se non addirittura snobbato a causa di una cattiva reputazione e falsi pregiudizi, è una destinazione invece che andrebbe presa seriamente in considerazione.

In primis per la bellezza e maestosità dei suoi paesaggi, tra i più incredibili del Pianeta (comprensivi di alcune delle catene montuose più alte al mondo, valli incantate, ghiacciai ecc.) e l’estrema ospitalità del suo popolo. Senza dimenticare tuttavia un ricco e antichissimo patrimonio culturale, culla di una delle più antiche civiltà della storia umana: quella della Valle dell’Indo.

Un Paese certamente non tra i più semplici da viaggiare, dove i servizi spesso scarseggiano, specie allontanandosi dai circuiti principali ma, proprio per questo, capace di regalare grandi emozioni, senso di avventura ed autenticità. E molto più sicuro di quel che si crede.

Ho viaggiato il Pakistan per 2 mesi entrando via terra dall’India (Wagah Border), concentrandomi esclusivamente sul nord del Paese, esplorandolo in maniera molto approfondita. Pertanto in questa guida troverai un sacco di risorse e consigli utili per organizzare al meglio il tuo viaggio in Pakistan. Il tutto con un occhio di riguardo al budget. Ma sono certo che l’articolo ti tornerà sicuramente utile anche viaggiando con maggiori disponibiltà economiche.

Indice dei contenuti:

Quando andare in Pakistan

Molto dipende dalle regioni che vuoi visitare e di conseguenza dal tipo di viaggio che intendi affrontare. In sostanza il nord con le sue rinomate montagne o il sud, per un viaggio incentrato maggiormente sul lato storico/culturale.

Con agosto come periodo meno indicato per l’intero Paese, in quanto le piogge monsoniche potrebbero causare disagi come allagamenti e frane (sebbene le conseguenze non siano così dannose ogni anno, è comunque un fattore da tenere in considerazione).

Pakistan del nord (Gilgit-Baltistan e Khyber Pakhtunkhwa): il periodo migliore và da aprile ad ottobre. Con giugno-agosto considerata alta stagione. Tieni a mente però che fino ad aprile molti dei trekking e dei passi stradali ad alta quota potrebbero essere ancora chiusi. Ottobre, pur essendo fuori stagione, è un ottimo mese. Nonostante le temperature tendino lentamente ad abbassarsi, infatti, rimangono comunque ancora più che gradevoli di giorno, mentre alla sera, specie in alcune località, può fare freddo (in ogni caso nulla di così “drammatico”). Inoltre, in questo mese, le valli assumono i tipici colori autunnali, il che rende il tutto se possibile ancora più suggestivo. Con il vantaggio di trovare prezzi più bassi. Settembre diciamo è una via di mezzo tra quanto appena descritto. Il resto dell’anno non è consigliato per il nord, per temperature davvero rigide, neve abbondante che rende inacessibili alcune zone e, più in generale, difficoltà a muoversi all’interno del Paese per i motivi appena citati.

Lahore + Islamabad: il periodo più indicato và da ottobre ad aprile, quando le temperature sono gradevoli. Nei restanti mesi si possono raggiungere gli oltre 40 gradi, il che potrebbe essere poco piacevole.

Pakistan del sud (Sindh): vale il discorso fatto per Lahore e Islamabad.

In definitiva, un buon compromesso per un viaggio in Pakistan nella sua interezza, coincide con i mesi da settembre a novembre, quando il nord nei mesi di settembre-ottobre è ancora ottimo (sia per il trekking che per quanto riguarda passi di montagna/stradali ad alta quota, ancora aperti) e nel frattempo, a partire da fine settembre, le temperature al sud tendono progressivamente ad abbassarsi.

Documenti e vaccinazioni per un viaggio in Pakistan

Per entrare in Pakistan è sempre necessario un visto d’ingresso. I possessori di passaporto italiano con validità in corso pari o superiore ai 6 mesi possono richiedere due tipologie di visto, entrambi online dal medesimo sito ufficiale: il “Visa On Arrival” (chiamato anche “visa inbox”) o il cosidetto “E-Visa”, quest ultimo quello che consiglio di fare, specie se hai intenzione di procedere con l’estensione del visto stesso e di cui tratterò nello specifico. Dati i tempi di attesa per ottenerlo (7-10 giorni, con la possibilità che nel frattempo ti scrivano tramite mail per eventuali chiarimenti una volta inviato l’apposito modulo di richiesta) consiglio di muoversi in anticipo!

Proprio riguardo la compilazione del modulo, sappi che l’intera procedura non è proprio così immediata. A questa pagina (in inglese) è descritto nel dettaglio, passo dopo passo, come procedere, anche per quel che riguarda l’eventuale estensione.

Qui di seguito invece voglio dare alcune specifiche informazioni riguardo l’ottenimento ed eventuale estensione del visto per noi italiani, dettate dalla mia esperienza personale:

  • la lettera di invito (LOI) da applicare nel modulo è obbligatoria (non tentare nemmeno con le sole prenotazioni degli hotel, perderesti solo tempo). Per procurartela puoi contattare questo numero (+92 300 8866039), nient altro che il gestore dell’ostello “Lahore Backpackers” a Lahore (saprà come aiutarti) o contattare direttamente l’agenzia a cui si poggia (Discovery Pakistan). Il costo è di 70$ (non serve che partecipi a nessun tour che ti proporranno);
  • anche richiedendo il visto ad entrata singola di 3 mesi, ti verranno dati quasi certamente solamente 30 giorni di permanenza nel Paese, che dovrai quindi provvedere ad estendere;
  • proprio riguardo l’estensione, dovrai procurarti una nuova lettera di invito e, cosa molto importante, dalla stessa agenzia che ti ha fornito la precedente (altrimenti l’estensione non viene concessa);
  • a visto scaduto e nell’attesa del rinnovo, potrai continuare tranquillamente a girare il Paese. Tra l’altro ho passato diversi blocchi dell’esercito/polizia in tale situazione senza alcun problema. In ogni caso, per togliersi qualsiasi dubbio, meglio ottenere il rinnovo prima della scadenza del primo visto.

Per concludere, due parole sull’overstay in Pakistan, alquanto particolare: senza penale fino a 2 settimane, 50$ sopra le 2 settimane fino a 1 mese, 200$ sopra 1 mese fino a 3 mesi, 400$ sopra i 3 mesi fino a 1 anno.

Il Pakistan non richiede alcuna vaccinazione obbligatoria. Epatite A e B sono comunque consigliate, specie se hai intenzione di visitare aree remote, ecc.

Parti per il Pakistan con la miglior assicurazione viaggio per rapporto qualità/prezzo presente sul mercato: GlobelinkSafetyWing.

Moneta e telefonia in Pakistan

La moneta ufficiale del Pakistan è la rupia pakistana. Per il cambio attuale controlla qui.

Il Pakistan è uno di quei Paesi dove il contante è sostanzialmente sempre necessario. Purtroppo moltissime banche non accettano carte internazionali. Le uniche che a quanto pare funzionano sono MCB, Al Falah Bank, Habib Metro e Standard Chartered. Le quali si trovano però solo nelle grandi città o comunque nei centri un pò più sviluppati (in quest ultimo caso nemmeno tutte). Al di fuori di queste realtà (in pratica la maggior parte), puoi pure scordartele. In più potrebbe essere che una medesima carta funzioni per una banca e per un’ altra no anche tra quelle menzionate sopra, come riportato da alcuni viaggiatori. Tali banche applicano una commissione sul prelievo di circa 800 PKR, a parte quella di Standard Chartered che è di 600 PKR (risultando quindi quella da preferire). Tutte inoltre consentono di prelevare solamente 20000 PKR a transazione.

Alla luce di quanto appena scritto, per stare sicuri e senza pensieri, il mio consiglio è quello di portarsi dietro una buona scorta di contante da cambiare una volta a Lahore o Islamabad (in base a dove comincerà il tuo viaggio) prima di dirigersi al nord. In entrambe le località il cambio è davvero favorevole, vicino al tasso interbancario (personalmente ho cambiato i contanti a Lahore, precisamente in questo punto). In aggiunta ti invito a leggere questo mio articolo, dove spiego in modo dettagliato come risparmiare sulle commissioni bancarie e con quali carte di pagamento viaggiare: come gestire i soldi in viaggio.

Come sempre ti suggerisco di farti una sim locale una volta giunto in loco. Le compagnie principali sono Zong, Telenor ed SCOM. Ognuna lavora solo in una specifica regione. Zong/Telenor a Lahore, Islamabad e nel Khyber Pakhtunkhwa (con Telenor come unica a funzionare nella Kalash Valley), mentre SCOM nel Gilgit-Baltistan. In sostanza, se vuoi essere sempre “coperto”, dovrai procurartele tutte e tre, o al massimo due ( una tra Zong/Telenor + SCOM). Ricorda che gli stranieri possono acquistarle solo nei negozi ufficiali delle rispettive compagnie (avendo con sè passaporto + visto da esibire) e non in un punto vendita qualsiasi. In ultima, cesseranno di funzionare a visto scaduto. La connessione è buona/discreta nelle tre città principali (Lahore, Islamabad, Peshawar) e in località più sviluppate (vedi Gilgit, Skardu, Astore, Chitral, Mingora ecc.). Al di fuori di ciò non è certo delle migliori se non addirittura inesistente. Non sempre inoltre le strutture d’alloggio sono provviste di wi-fi.

Cosa vedere in Pakistan

Il nord è la regione dove la maggior parte dei viaggiatori concentra principalmente, se non addirittura esclusivamente, il proprio viaggio in Pakistan. In particolare nel Gilgit-Baltistan, seguendo la Karakoram Highway, la scenografica strada che attraversa l’omonima catena montuosa sino al confine con la Cina. Che sostanzialmente rientra in quello che può essere definito l’itinerario classico all’interno del Paese.

Per chi avesse più tempo a disposizione o semplicemente volesse uscire dal circuito di cui sopra, le possibilità non mancano di certo, con alcune destinazioni meno battute sia all’interno dello stesso Gilgit-Baltistan che nella regione del Khyber Pakhtunkhwa. Dove trovare, se possibile, ancora più autenticità.

Per una maggiore comprensione ho deciso quindi di suddividere questa sezione in base alle regioni di appartenenza.

N.B.: per non ripetermi ogni volta, ad esclusione di Lahore, Islamabad e Peshawar (delle vere e proprie città), aspettati di trovare piccoli villaggi più o meno remoti, estremamente tranquilli, con pochi/basilari servizi e facilmente esplorabili a piedi, a parte qualche località più sviluppata e caotica che offre qualche agevolazione in più come Gilgit, Skardu, Astore, Chitral e Mingora.

Infine, nel caso fossi interessato al sud del Paese (come detto per un viaggio votato più sul lato storico/culturale), magari aggiungendolo al nord all’interno di un unico viaggio, puoi dare un’occhiata a questo interessante articolo.

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Islamabad

Città di fondazione costruita nel 1960 con il solo obiettivo di farne la capitale, Islamabad è per molti l’inizio e/o la fine di un viaggio in Pakistan.

Votata al modernismo, con le sue ampie strade, le diverse aree verdi, case di lusso e locali occidentali, rappresenta quanto di più lontano si ha dell’immaginario comune del Paese. Abitata in prevalenza da persone benestanti, compresa l’intera classe politica.

Sinceramente la città è tutto fuorchè bella, con poco da offrire e anche noiosa. Per cui ci spenderei il meno tempo possibile, specie se hai poco tempo a disposizione. Dedicandomi ad altre destinazioni ben più interessanti ed autentiche.

Cosa vedere a Islamabad

La città è formata da vari distretti e non possiede un vero e proprio centro, anche se quest ultimo può essere considerato indicativamente l’area denominata “Blue Area”. Viste le distanze non esattamente brevi, il miglior modo per girare la città e raggiungere i vari siti d’interesse è affidandosi ai taxi, o più economicamente a mototaxi o applicazioni come Uber e Careem.

Come detto la città ha poco da offrire e le principali attrazioni possono essere viste in uno, massimo due giorni.

Il primo giorno potresti sfruttarlo per visitare il Monumento Pakistano, eretto in cima ad una collina (meglio se di mattina presto, visto che non troverai gente; ingresso gratuito). Da qui raggiungere con una breve camminata il Lok Virsa Museum, un museo di storia, arte e cultura pakistana/centro-asiatica. Quindi raggiungere il Daman-E-Koh, nient altro che il miglior punto panoramico sulla città. Per finire con la visita della Faisal Mosque (l’edificio più emblematico della capitale, costruita in stile moderno) ad orario tramonto per vederla così illuminata la sera (ingresso gratuito).

Avendo un giorno extra a disposizione potresti dedicarti a qualche semplice escursione nelle Margara Hills, la zona collinare attorno alla città. I sentieri più popolari sembrerebbero essere il Trail 3 e il Trail 5.

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Faisal Mosque

Come arrivare a Islamabad

La capitale ha collegamenti diretti con gran parte delle località del Paese, verosimilmente Lahore, Gilgit, Peshawar e Mingora (Swat Valley).

Da Lahore ci sono frequenti collegamenti in bus offerti da tre diverse compagnie: Niazi Express (la più economica), Skyways (1650 PKR) e Faisel Movers (2500 PKR se non ricordo male). I terminal delle rispettive compagnie si trovano nella stessa area, a poca distanza tra loro (qui la posizione). Qualsiasi sia la tua scelta, aspettati 4/5 ore di viaggio.

Da Gilgit sono almeno 15 ore di viaggio in bus, tramite la compagnia governativa NATCO (partenze alle 14,15,16). Il terminal della compagnia si trova qui.

Trovandoti a Kalam (Swat Valley), prendi un minibus nell’area bazar diretto a Mingora (450 PKR, 3 ore circa) e da qui cambia per Islamabad (4 ore circa).

Dove dormire a Islamabad

Backpackers Hostel and Guesthouse. Un pò fuori mano rispetto al centro, ma davvero ottimo. L’ostello offre sistemazioni su più piani all’interno di un enorme edificio, in quelli che sono dei veri e propri mini appartamenti (consiglio di prenotare con un pò di anticipo, visto che si riempie velocemente).

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Monumento Pakistano

Lahore

Per chi entra via terra dall’India, Lahore è tappa forzata in un viaggio in Pakistan. Una località che tuttavia consiglio di inserire in un ipotetico itinerario a chiunque ne avesse la possibilità (ad esempio potresti utilizzarla come inizio viaggio al posto di Islamabad anche qualora entrassi nel Paese via aerea), dato che si tratta di una delle città indubbiamente più interessanti del Pakistan (la seconda per estensione dopo Karachi). Rappresentandone di fatto la capitale culturale. Sede di una delle più grandi moschee al mondo.

Cosa vedere a Lahore

La città si divide sostanzialmente in due parti: la zona attorno a Mall Road, dove sono dislocate la maggior parte delle strutture ricettive e la non troppo distante città murata, l’area più interessante grazie alla presenza dei principali siti storici. Oltre alle sue vie piene di vita, bazar, street food, haveli ecc., in cui vale la pena spendere qualche ora girando a piedi.

N.B.: le informazioni che trovi di seguito fanno riferimento tenendo come base Mall Road, in cui ti consiglio di alloggiare. Da Mall Road alla città murata e relativi siti di interesse in tuk tuk sono circa 400 PKR (non accettare richieste più alte). Probabilmente troverai in zona anche alcuni locali che ti offriranno un passaggio “non ufficiale” via moto (tratta sempre il prezzo).

Moschea Badshahi e Moschea Wazir Khan

Le cito assieme in quanto piuttosto vicine tra loro, per cui facilmente abbinabili nella stessa giornata.

La Moschea Badshahi, dallo stile architettonico classico, è una delle più grandi al mondo. Un edificio davvero imponente con un ampio giardino esterno che vale sicuramente la visita, essendo tra l’altro ad ingresso gratuito (si paga solo una cifra irrisoria per lasciare le scarpe in custodia; aperta tutti i giorni sino alle 20). In realtà la struttura fà parte di un complesso più grande che comprende anche gli adiacenti Forte di Lahore (di cui consiglio la visita anche in questo caso, tutti i giorni sino alle 17.00, 500 PKR l’ingresso), un tempio Sikh (aperto solo alla mattina) e una bella area verde, in cui è piacevole concedersi una passeggiata.

Concluso il tutto, consiglio di raggiungere appunto con una breve camminata di circa 30 minuti attraverso la città murata ed avere così uno spaccato di vita locale, la Moschea Wazir Khan, meno impressionante della prima ma comunque di pregevole fattura (aperta tutti i giorni, ingresso gratuito, 20 PKR per le scarpe in custodia). Trattando il prezzo è possibile salire in cima a una delle torri che compongono la moschea per avere ottime viste sulla città.

cosa vedere a Lahore
Moschea Badshahi
Tomba di Jahangir

Questo enorme complesso tombale si trova leggermente fuori città (circa 10 km). Avendo qualche giorno in più a disposizione potresti prenderlo in considerazione. Può essere facilmente raggiunto in taxi o con servizi più economici come Uber o Careem. Ci sono anche autobus metropolitani che collegano Lahore alla stazione di Shahdara, da cui poi è possibile raggiungere il sito a piedi.

Cerimonia a Wagah Border

Nell’unico confine aperto tra Pakistan (Wagah) e India (Attari) ogni giorno, prima del tramonto, viene messa in scena questa cerimonia di chiusura del confine, in cui le forze di frontiera dei rispettivi Paesi sfilano in abiti tradizionali e danno vita ad un vero e proprio spettacolo. Divenuta ormai un’attrazione turistica, con migliaia di persone, tra locali e non, ad assistervi nelle apposite tribune.

La cerimonia si svolge verso le 16 durante il periodo invernale e alle 17 durante quello estivo. Nel caso fossi interessato, da Lahore potresti pagare un tuk tuk per il confine concordando il prezzo di andata, attesa e ritorno in città (sono circa 30 km). Tecnicamente credo sia pure possibile abbinarla con l’attraversamento del confine, che ricordo essere aperto dalle 10 alle 16.

Come arrivare a Lahore

Da Islamabad ci sono diversi collegamenti giornalieri in bus (4/5 ore). Islamabad Bus Terminal è il punto da cui partono le principali compagnie di trasporto. Faisal Movers ha inoltre un altro e proprio terminal qui.

Da Amritsar (India), il modo più economico è prendere uno dei frequenti bus diretti alla città di confine di Attari (40 INR). Da qui sono solo 3 i km che ti separano dall’immigrazione indiana, copribili in ciclo rickshaw (100 INR). Una volta passata l’immigrazione, ci sono bus-navetta che portano gratuitamente verso il confine pakistano (Wagah). Passa quindi l’immigrazione. Una volta uscito, l’unica opzione per arrivare a Lahore è prendere uno dei taxi appostati nelle vicinanze (personalmente ho pagato 1000 PKR condividendolo con altre due persone, previa contrattazione; chiedi di farti lasciare in zona Mall Road).

Dove dormire a Lahore

Lahore Backpackers in zona Mall Road è l’opzione più popolare tra viaggiatori zaino in spalla. Oltre che la più economica. Vicino a ristoranti, centri di cambio valuta, atm ecc. Non un ostello nel senso più classico del termine, ma comunque decente. Il gestore inoltre è una persona davvero simpatica e gentile che può aiutarti in svariati modi nel caso ne avessi bisogno (compreso procurarti la “LOI”, come detto in precedenza).

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Wazir Khan Mosque

Gilgit-Baltistan

Quella che è la regione del Paese con il maggior afflusso di turismo, ospita alcune delle più belle valli dell’intero Paese, oltre alle tre principali catene montuose – Himalaya, Karakoram e Hindu Kush – con alcune delle montagne più alte al mondo (K2, Nanga Parbat e Rakaposhi).

Qui di seguito troverai descritte quelle che sostanzialmente sono le principali destinazioni della regione.

Inizierò trattando quelle lungo la famigerata Karakoram Highway come Fairy Meadows, Gilgit e le altre a nord di quest’ultima all’interno della Valle di Nagar-Hunza come Minapin, Karimabad, Hopper e Passu. Come detto, l’itinerario più popolare in assoluto. Per poi passare ad altre località/valli meno battute come Skardu, Astore e Phander.

Gilgit

Capitale dello stato del Gilgit-Baltistan, è tappa praticamente obbligata per chiunque intenda visitare la regione, essendo la base ideale da cui partire per esplorare le valli circostanti.

La città in sè è però poco interessante per cui ci spenderei il meno tempo possibile. Se non appunto come tappa intermedia/sosta per la notte mentre ci si sposta tra le valli della regione e/o verso il Khyber Pakhtunkhwa (o viceversa).

N.B.: Gilgit è il posto ideale per procurarsi una SIM locale della compagnia SCOM, l’unica che funziona nella regione del Gilgit-Baltistan. Per cui, una volta qui, ti consiglio di procedere all’acquisto.

Cosa vedere a Gilgit

Come accennato, Gilgit non ha poi molto da offrire. Visto che comunque ci dovrai passare presumibilmente una notte o due in tempi separati mentre ti muovi all’interno della regione (forse più, in base all’itinerario/tempo a disposizione), potresti ritagliarti dello spazio durante la giornata per visitare il lungofiume, l’area bazar e il parco cittadino attorno a Kalma Chowk e il Kargah Buddha, una rappresentazione del Buddha scolpita su una roccia a soli 8 km dalla città.

Come arrivare a Gilgit

Da Islamabad operano diverse compagnie dirette a Gilgit, tutte con bus notturni. Vista la lunghezza del viaggio (almeno 15 ore) consiglio di spendere qualcosa in più con Faisal Movers (4500 PKR, partenze alle 18 e alle 20, qui il terminal), che ha bus davvero ottimi con tanto di schermo “stile aereo” per ogni sedile. Altrimenti, per una soluzione più economica, vira su NATCO (3600 PKR, qui il terminal, partenze ogni ora dalle 17 alle 21). Ci sono anche collegamenti giornalieri in aereo tra le due città, nel caso non avessi problemi di budget o comunque vuoi risparmiarti tutte quelle ore di viaggio. Che però potrebbero essere cancellati senza preavviso in caso di maltempo.

Arrivando da Lahore, senza passare la notte a Islamabad e ottimizzare così i tempi (specie se il tuo viaggio come prevedibile si concluderà a Islamabad e quindi dovrai tornarci in seguito), prendi un bus nel primo pomeriggio per la capitale (5 ore, qui il terminal), in modo da essere in tempo per il bus delle 20 di Faisal Movers diretto a Gilgit.

Trovandoti a Karimabad o Passu prendi un minivan diretto ad Aliabad e da qui cambia per Gilgit.

Dove dormire a Gilgit

Madina Hotel 2, un pò il luogo di ritrovo per viaggiatori. Ottime stanze private affacciate su un bel giardino interno (2000 PKR trattando un pò), personale gentile, ristorante (con prezzi però leggermente altini, per cui consiglio di mangiare nella poco distante area bazar) e discreto wi-fi. Tra l’altro a due passi dall’aeroporto, nel caso arrivassi a Gilgit in aereo.

N.B.: l’hotel è un pò distante dalla stazione dei bus. Se quindi da quest’ultima non vuoi spendere certe somme per un taxi per raggiungerlo, sappi che lungo la strada principale che affianca il terminal ci sono dei camioncini della suzuki (60 PKR) che fanno spola tra la stazione e l’area bazar, da cui poi raggiungere l’hotel a piedi (discorso che vale anche al contrario).

Fairy Meadows (Nanga Parbat Base Camp)

Considerato uno dei luoghi più belli dell’intero Pakistan, si tratta della destinazione in assoluto più popolare e turistica del nord del Paese.

Un tempo semplice insediamento di pastori, ad oggi è diventato un vero e proprio centro turistico, con strutture ricettive di ogni genere, qualche ristorante ecc. (con prezzi in media più alti rispetto al resto della regione). Immerso tra verdi prati, foreste alpine e montagne. Con vista sul Nanga Parbat (la nona montagna più alta al mondo) e il sottostante ghiacciaio Rakhiot. Al netto di non aspettarti il massimo dell’autenticità.

N.B.: in loco la connessione è del tutto inesistente, anche per quanto riguarda l’uso di sim locali.

Cosa vedere e fare a Fairy Meadows

Il villaggio è conosciuto principalmente per essere la base da cui partire per l’escursione al campo base del Nanga Parbat.

Detto questo, qualora non fossi interessato al trekking in questione, potresti semplicemente goderti qualche giorno in relax facendo magari qualche semplice passeggiata nei dintorni in mezzo alla natura. O dedicarti a trekking meno impegnativi che portano al villaggio di Behal e al successivo punto panoramico, come spiegato di seguito.

Trekking Campo Base Nanga Parbat

Nel complesso si tratta di un trekking fattibile da chiunque in discreta forma, non essendo niente di così impegnativo. Completabile anche in giornata. Partendo da Fairy Meadows sono circa 6-8 ore totali tra salire e scendere in base al passo. Fattibile in totale autonomia essendo, a parte il tratto finale, ben segnalato, oltre che tracciato su maps.me (che consiglio di scaricare).

Sostanzialmente si divide in tre step, di cui i primi due assolutamente semplici, piacevoli e davvero facili da seguire. Per cui, come fanno in molti, nel caso non volessi completare l’intero trekking (specie se non ti senti sicuro/a senza una guida), potresti arrivare sino al secondo step per poi tornare indietro, con la possibilità di godere comunque di viste spettacolari sul Nanga Parbat:

  • primo step: porta a raggiungere il villaggio di Behal attraverso splendidi prati e ruscelli in circa 1 ora di cammino. Villaggio in cui potresti pensare di passare la notte spalmando così il trekking su due giorni (sono presenti alcune strutture in cui alloggiare come tende e bangalow in legno, in un’atmosfera più rilassata e autentica rispetto a Fairy Meadows);
  • secondo step: da Behal si raggiunge in circa mezz’ora questo scenografico punto panoramico con vista sul Nanga Parbat e il ghiacciaio alla base. È presente anche un punto ristoro;
  • terzo step: la parte più impegnativa. Porta a raggiungere il campo base in un’ora e mezza/due, con il paesaggio che inizia a farsi più arido. Dal punto panoramico citato in precedenza, hai due opzioni. Prendere il sentiero di sinistra (che passa più in basso) o quello di destra. Entrambi sono ben segnalati all’inizio mentre, nella loro parte conclusiva, sono poco chiari. Comunque nulla di così problematico con un pò di orientamento e aiutandosi con maps.me. Consiglio di prendere all’andata quello di sinistra e al ritorno ridiscendere per quello di destra (prestando particolare attenzione nel tratto iniziale dove bisogna passare per un terreno roccioso e friabile, in alcuni punti un pò pericoloso e segnalato solo da qualche pila di pietre), in modo da avere diverse prospettive sul paesaggio circostante. Qualunque sia la tua scelta, una volta al campo base (formato da una croce e un piccolo rifugio), goditi le incredibili viste che offre!
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Campo Base Nanga Parbat

Come arrivare a Fairy Meadows

Per prima cosa bisogna raggiungere Raikot Bridge, il crocevia per Fairy Meadows (posto lungo la Karakoram Highway tra Islamabad e Gilgit).

Una volta qui, l’unica opzione per arrivare al villaggio è affidandosi a delle jeep condivise gestite dai locali. Il costo di una jeep è di 16000 PKR (andata e ritorno), da dividere con un massimo di 6 persone (non preoccuparti, in tal senso non ti sarà difficile trovare qualcuno con cui condividere il mezzo una volta giunto in loco). Le quali però dovranno essere d’accordo sulle tempistiche da rispettare (data e ora del ritorno). In sostanza, se ad esempio hai in mente di stare due notti a Fairy Meadows, anche le altre persone che stanno tentando di riempire la jeep dovranno avere le tue stesse intenzioni.

Una volta sbrigato il tutto, si sale verso il villaggio attraverso una strada di montagna considerata tra le più pericolose al mondo (niente panico, gli autisti sanno il fatto loro!) fino al termine della strada stessa, da cui poi bisogna camminare per circa 2 ore fino a Fairy Meadows.

N.B.: stando a quanto dicono alcuni viaggiatori, agli stranieri tentano di non far condividere la jeep con i turisti pakistani, in quanto quest ultimi hanno tariffe differenziate. Premesso che ognuno ha la propria esperienza in merito, la mia dice di aver condiviso il mezzo proprio con altri 5 ragazzi pakistani senza nessun tipo di problema.

Come raggiungere Rakiot Bridge

Da Gilgit, terminal degli autobus, puoi prendere uno dei frequenti minivan diretti a Chilas, un taxi oppure fare autostop lungo la strada principale che affianca la stazione come ho fatto io (in ogni caso è circa 1 ora e mezza di viaggio).

Arrivando a Gilgit in autobus da Islamabad, potresti farti lasciare direttamente a Rakiot Bridge, senza quindi passare prima per Gilgit; passare la notte a Rakiot Bridge (ci sono almeno un paio di hotel) e l’indomani raggiungere Fairy Meadows, lasciando nel caso i bagagli extra in custodia in hotel. O, nel caso non fossi molto stanco e viaggi abbastanza leggero, una volta sceso a Rakiot Bridge – dato che ci arriverai in mattinata – organizzare subito una jeep per Fairy Meadows.

Se arrivi da Astore ad un orario decente, sempre senza passare prima per Gilgit, potresti farti lasciare in questa intersezione e da qui fare autostop o aspettare un mezzo pubblico diretto a Chilas.

Dove dormire a Fairy Meadows

Personalmente ho dormito al Green Land Hotel (bungalow in legno per 2000 PKR trattando), che mi sento di consigliare. In ogni caso aspettati prezzi più alti in alta stagione.

Villaggio di Fairy Meadows

Minapin (Campo Base Rakaposhi)

Proseguendo a nord di Gilgit lungo la Karakoram Highway, Minapin è per molti la prima tappa all’interno della Nagar-Hunza Valley. Base d’appoggio per l’escursione al Campo Base Rakaposhi.

Nonostante il villaggio sia comunque carino, se non hai intenzione di svolgere il suddetto trekking, a mio parere non c’è nessun reale motivo per fermarsi qui, per cui proseguirei oltre, direzione Karimabad.

N.B.: se arrivi a Minapin il giorno seguente l’ascesa al Campo Base del Nanga Parbat (Fairy Meadows) come suggerito nell’apposita sezione più sotto, ti consiglio, avendone la possibilità, di affrontare il trekking al Rakaposhi non il giorno dopo quello del tuo arrivo a Minapin, ma in quello successivo ancora, in modo da avere un giorno per riposare.

Trekking Campo Base Rakaposhi

Partendo da Minapin sono circa 7-9 ore tra salire e scendere, perciò completabile in giornata (personalmente ho impiegato 6 ore e mezza, scendendo però a passo spedito). Alla portata di chiunque in discreta forma, essendo in generale niente di così provante. A parte qualche pendenza più impegnativa come nel tratto iniziale e soprattuttto conclusivo. Fattibile in totale autonomia, dato che in linea di massima è ben segnalato e anche in questo caso tracciato su maps.me.

Il sentiero inizia ai margini del villaggio e, dopo aver attraversato un ponte con una sorta di diga, si inizia subito a salire di altitudine per dei tornanti su terreno sterrato. Con splendide viste dall’alto sulla valle sottostante. In un paesaggio per lo più arido.

Dopo questi primi 2 km in pendenza, il percorso inizia a farsi in piano fino al raggiungimento di un villaggio di pastori con alcune abitazioni in pietra, in parte ad un ruscello. Superatolo, si prosegue seguendo le indicazioni per l’Hapakun Camping dove, volendo, potresti passare la notte e continuare il giorno successivo.

Da qui al campo base il paesaggio si fà più verde con il sentiero ancora abbastanza facile da seguire (qualora maps.me ti facesse deviare dal sentiero principale, non dargli retta e prosegui su quest ultimo, molto più chiaro e semplice). Una volta raggiunta la parte conclusiva, ti aspetta una bella pendenza che porta in cima al crinale, da cui si hanno viste davvero notevoli sul ghiacciaio. A questo punto pochi metri ti separano dal campo base vero e proprio.

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Campo Base Rakaposhi

Come arrivare a Minapin

Da Gilgit prendi un minibus per Aliabad, chiedendo di farti lasciare a Pissan (350 PKR). Da Pissan a Minapin sono circa 2 km e mezzo a piedi, oppure fai semplicemente autostop per il villaggio, non ti sarà difficile trovare un passaggio.

Arrivando da Fairy Meadows in giornata, quindi senza passare la notte a Gilgit (cosa che consiglio per ottimizzare i tempi), una volta sceso a Raikot Bridge raggiungi Gilgit in autostop (o prendi un taxi o aspetta un bus) e da qui procedi come indicato sopra.

Dove dormire a Minapin

Osho Tang Hotel, l’opzione più popolare. Ottima struttura con giardino interno e buon cibo. 2000 PKR per una stanza privata trattando il prezzo. Il wi-fi però non è dei migliori.

In alternativa, Hills n Huts, struttura altrettanto valida in parte al fiume, con ristorante e un wi-fi che funziona relativamente meglio. I prezzi per una stanza dovrebbero essere simili all’Osho Tang (sempre trattando), leggermente inferiori per quel che riguarda il cibo.

Viste panoramiche lungo il Rakaposhi Base Camp

Karimabad

Questa piccola e antica città, assieme ad Aliabad, è il principale centro della Valle dell’Hunza, che domina dall’alto dei suoi 2500 metri di altitudine.

Un posto decisamente gradevole dove trascorrere qualche giorno rilassandosi, specialmente dopo i vari trekking al Nanga Parbat/Rakaposhi. Circondata da splendidi paesaggi, imponenti montagne e con un patrimonio storico e culturale davvero niente male.

Abitata in prevalenza dagli Ismailis, il ramo più liberale della religione islamica. Tanto che molte donne girano senza velo e con un pò di fortuna potresti anche trovare dell’alcol.

Cosa vedere a Karimabad

L’ area bazar è il fulcro principale della cittadina. Con piacevoli cafes presenti (in tal senso cerca il Cafè de Hunza, conosciuto per la sua torta di noci).

Nelle immediate vicinanze ci sono diverse attrazioni, tra cui siti di interesse storico dichiarati Patrimonio Unesco e punti panoramici notevoli sul paesaggio circostante. Senza dimenticare possibilità di trekking. Tutte raggiungibili a piedi dal centro.

Forte Baltit

Ricostruito ed esteso più volte nel corso dei secoli, questo forte dalle influenze tibetane edificato in cima ad una collina, domina Karimabad dall’alto. Raggiungibile salendo una ripida strada che attraversa un borgo locale.

Il ticket d’ingresso và pagato nel piccolo chiosco ai piedi del forte e costa 1500 PKR. Oppure puoi salire limitandoti a guardarlo dall’esterno come ho fatto io in modo del tutto gratuito.

Qualsiasi sia la tua scelta, vale la pena arrivare in cima anche solo per le incredibili viste che offre sulla vallata e i picchi in lontananza (tra cui Rakaposhi e Diran).

cosa vedere a Karimabad
Forte Baltit
Forte Altit

Quest altro forte si trova nell’omonimo villaggio, a soli 3 km da Karimabad. La struttura in sè non è niente di che, anche se costruita in posizione scenografica in cima ad un dirupo.

L’ingresso anche in questo caso viene 1500 PKR. A mio parere non ne vale la pena, per cui ti consiglio di visitarlo solo dall’esterno in modo gratuito. Godendo delle buone viste che offre dall’alto e girando la parte antica di Altit che sorge alla base. Con le sue mura in pietra ed edifici tradizionali è davvero carina!

La città vecchia di Altit ai piedi del forte
Eagle’s Nest
Considerato il miglior punto panoramico presente a Karimabad, offre viste sull’intera vallata, l’iconica montagna detta “Lady Finger”, oltre alle cime del Rakaposhi e Diran. A dirla tutta, comunque, dalle foto la vista sembrerebbe essere davvero molto simile a quella che si ha dal Forte Baltit, motivo per cui ho deciso di saltarlo.

Detto questo, può essere facilmente abbinato con la visita di uno dei due forti (Baltit o Altit), con distanze da coprire a piedi del tutto simili (due ore scarse, qui la posizione). Oppure puoi incamminarti tentando l’autostop lungo la strada. In alternativa, un taxi dovrebbe costare pochi euro.

Villaggio di Ganish

Si tratta del più antico insediamento lungo la via della seta nella Valle dell’Hunza. Con i suoi vicoli in pietra, edifici tradizionali risalenti a 400 anni fa – tra cui alcune moschee in legno e torri di guardia – è indubbiamente un villaggio interessante da visitare (posizione).

N.B.: a quanto pare all’ingresso potresti dover pagare una sorta di guida (500 PKR) che ti accompagna alla visita del villaggio. Sarà perchè sono entrato da una stradina secondaria ma, personalmente, non ho trovato nessuno ad “ostruirmi ” il passaggio. Per cui l’ho visitato in maniera del tutto gratuita.

Villaggio di Ganish
Trekking Campo Base Ultar

Se sei in vena di trekking, questa escursione fattibile in giornata ed in autonomia può fare al caso tuo.

Il sentiero inizia vicino al Forte Baltit (indicativamente da qui) e porta in circa 3/4 ore al campo base con vista sul ghiacciaio Ultar e le vette frastagliate dell’omonima catena montuosa.

Avendo l’attrezzatura da campeggio, potresti pensare di trascorrere la notte al campo base per poi ridiscendere l’indomani.

Come arrivare a Karimabad

Da Gilgit prendi un minivan diretto ad Aliabad, da cui dovrebbero esserci collegamenti con Karimabad. In alternativa da Aliabad prova con l’autostop oppure prendi un qualsiasi mezzo pubblico diretto a nord e fatti mollare a Ganish, da cui poi è facile raggiungere Karimabad.

Arrivando da Minapin, il modo più pratico è scendere dal villaggio e appostarsi lungo la Karakoram Highway facendo autostop. Oppure attendere un qualsiasi mezzo diretto ad Aliabad e procedere quindi come sopra.

Dove dormire a Karimabad

Consiglio una di queste due opzioni, tra l’altro una di fianco all’altra: Old Hunza Inn e Tourist Cottage Hunza. Entrambe con wi-fi e ristorante annesso.

La prima ha una struttura nel complesso migliore, con una bellissima sala comune che dà proprio sulla valle e uno staff gentile. La seconda in compenso ha un wi-fi che funziona con più continuità e prezzi più bassi. Oltre ad essere gestita da un signore davvero a modo.

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Vista sulla valle dell’Hunza dal Forte Baltit

Hopper

Hopper con l’omonima valle è una destinazione che non rientra nel circuito classico lungo la Karakoram Highway. Ma, avendone la possibilità, per quanto mi riguarda assolutamente da non perdere. Probabilmente la mia tappa preferita lungo la suddetta strada.

N.B.: in loco la connessione è del tutto inesistente, anche per quanto riguarda l’uso di sim locali.

Cosa vedere a Hopper

L’attrazione principale è il ghiacciaio Hopper, uno dei più estesi al mondo al di fuori dei circoli polari. Piuttosto impressionante.

La cosa davvero figa è che il villaggio – o meglio, la parte finale dello stesso che si sviluppa alla fine della strada poco dopo il “centro vero e proprio”, dove sono riunite le strutture d’alloggio – si trova proprio a ridosso del ghiacciaio, in posizione sopraelevata rispetto a quest ultimo. Per cui è possibile ammirare il colosso di ghiaccio, oltre alla splendida vallata sottostante, senza sostanzialmente fare alcun tipo di fatica (questo e questo i due punti panoramici principali). Tanto che in molti vengono ad Hopper esclusivamente per questo.

Per chi ha più tempo a disposizione o comunque fosse interessato ad altre attività, ci sono almeno un paio di escursioni che partono dal villaggio, descritte qui di seguito. Oltre alla visita del villaggio stesso, davvero carino!

Rush Lake Trek

Una delle escursioni più popolari partendo da Hopper. Porta a raggiungere in 4/5 giorni di cammino il Rush Lake che, a 4700 metri di altitudine, è uno dei laghi alpini più alti al mondo. Con viste spettacolari sulle vette circostanti, tra cui anche il K2 (tempo permettendo).

Seppur completabile in autonomia, per chi non fosse realmente esperto consiglio di affidarsi ad una guida, dato che bisogna portarsi dietro l’attrezzatura da campeggio (si dorme in tenda) e attraversare due ghiacciai.

Hamdar Valley Trekking

Questo è il trekking che ho scelto personalmente su suggerimento di un locale. E che consiglio vivamente a chiunque fosse interessato ad un escursione completabile in giornata. Tra l’altro fattibile in completa autonomia. Nonostante sia praticamente sconosciuta ai più, per quanto mi riguarda non ha nulla da invidiare ai più rinomati Campo Base Nanga Parbat e Rakaposhi. Con il vantaggio che, a differenza di quest ultimi, non troverai nessuno lungo l’intero percorso.

Il quale porta appunto alla Valle di Hamdar con l’ennesimo ghiacciaio nelle vicinanze (molto più bianco rispetto a quello di Hopper), con viste sul Rush Peak. Oltre ad offrire scenari impressionanti per l’intera durata del trail.

Il trekking non è niente di così impegnativo, oltre che ben segnalato. In ogni caso, aiutandoti con maps.me (in cui è tracciato) non dovresti aver nessun tipo di problema. L’unica reale difficoltà è attraversare il ghiacciaio Hopper sia all’andata che, soprattutto, al ritorno (in cui è decisamente più difficile trovare il giusto passaggio), non esattamente così semplice e anche pericoloso qualora si sbagliasse direzione. In ogni caso niente di impossibile. Mi raccomando però di prestare la massima attenzione, per non rischiare di farsi male davvero. Nel caso non te la sentissi, probabilmente affidarsi ad una guida è meglio (non credo il costo sia eccessivo, probabile sui 15/20 $).

L’intera escursione (andata + ritorno) impiega 5-7 ore in base al passo e al tempo impiegato per attraversare il ghiacciaio.

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Valle di Hamdar

Come arrivare a Hopper

Da Karimabad raggiungi anche a piedi il Ganish Bridge, dove trovi l’intersezione per Hopper. Da qui fai autostop per il villaggio o accetta qualsiasi passaggio diretto a Nagar Khas, il villaggio che precede Hopper, da cui non ti sarà difficile trovare un passaggio in moto per Hopper (500 PKR trattando).

In alternativa, sempre a Ganish, attendi il minivan in arrivo da Aliabad, il quale parte da quest ultimo ogni giorno alle 12.

N.B.: per lasciare il villaggio di Hopper sappi che ci sono minivan ogni giorno in partenza alle 7 dal centro del villaggio diretti ad Aliabad. Altrimenti organizzati con qualcuno del posto per scendere in moto dal villaggio, facendoti in entrambi i casi lasciare al Ganish Bridge se intendi proseguire verso Passu (in autostop o aspettando un qualsiasi mezzo diretto verso nord).

Dove dormire a Hopper

Come detto, gli alloggi si trovano in pratica tutti concentrati alla fine della strada poco dopo il centro del villaggio. Personalmente ho dormito al Hopper’s Heaven, tutto sommato non male (1500 PKR a notte per una stanza trattando). Altra soluzione che consiglio, probabilmente migliore, è il Rush Lake Gate Way Hotel (anche qui ci aggiriamo sulle 1500/2000 PKR a notte trattando).

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Ghiacciaio Hopper visto dal villaggio

Passu

Passu è sostanzialmente l’ultimo vero centro abitato lungo la Karakoram Highway prima del confine con la Cina se si esclude il successivo villaggio di Sost. Per molti quindi l’ultima tappa lungo la suddetta strada prima di ritornare indietro verso Gilgit. Circondato e caratterizzato dagli iconici “coni di Passu”, una catena montuosa alquanto particolare per la forma appuntita dei suoi picchi.

Cosa vedere e fare a Passu

L’attrazione principale sono i già citati “coni di Passu”, che si possono ammirare anche solo semplicemente dalla strada che attraversa il villaggio. E che già da soli basterebbero come motivo per giungere sin qui, data la loro spettacolarità.

Passu ha comunque anche altro da offrire che può tenerti occupato per almeno un paio di giorni, compresa la visita a due ghiacciai (sempre se non ne hai già abbastanza). Qui di seguito trovi i maggiori “highlights”.

Lago Attabad

Un lago dal colore blu smeraldo venutosi a creare a seguito di una frana che ha distrutto un intero villaggio. Incastonato in un suggestivo scenario, ad oggi è diventato una vera attrazione turistica, in cui si possono svolgere attività come giri in barca e moto d’acqua.

N.B.: il lago si trova poco prima di Passu lungo la Karakoram Highway. Pertanto arrivando da sud, verosimilmente da Karimabad o Hopper, a livello logistico sarebbe sensato fermarsi al lago prima di raggiungere Passu. Ad esempio io, arrivando a Passu da Hopper in autostop, mi sono fatto lasciare al lago e da qui ho fatto un ulteriore autostop per Passu.

Lago Attabad
Passu Glacier

Questo ghiacciaio è chiaramente visibile anche dalla strada che passa per il villaggio. In ogni caso se vuoi avere un contatto ravvicinato si può intraprendere un breve escursione che parte dal Lago Borith (a pochi km dal villaggio, perciò facilmente raggiungibile in autostop, o anche a piedi se hai voglia di camminare, sono un paio d’ore) e porta a raggiungere questo punto panoramico con vista sul ghiacciaio. Con altri punti di osservazione a precederlo.

Batura Glacier

Questo è un altro ghiacciaio nei pressi di Passu. Premesso che esistono trekking su più giorni che portano a raggiungerlo/attraversarlo (ma di cui onestamente non ho informazioni a riguardo), c’è comunque la possibilità di osservarlo senza fare grossi sforzi tramite un semplice sentiero facile da seguire che porta ad un punto panoramico.

Per fare quanto descritto, dal centro basta camminare lungo la Karakoram Highway o al massimo fare autostop verso questo punto. Da qui vedrai chiaramente alla tua sinistra il sentiero ripido che risale il fianco della montagna. Basta quindi percorrerlo e salire in cima per avere una vista sul ghiacciaio. Onestamente la vista su quest ultimo non è niente di che, al contrario di quella sulla vallata sottostante e i coni di Passu, piuttosto impressionante. Per cui è un’escursione che merita in ogni caso.

Vista sulla vallata e i coni dal punto panoramico
Passu Suspension Bridge

Un lungo e poco rassicurante ponte sospeso di circa 600 metri di lunghezza posto a notevole altezza rispetto al fiume Hunza che scorre sotto di esso. Considerato uno dei più pericolosi al mondo da attraversare, per questo interdetto per ragioni di sicurezza. Merita comunque di essere raggiunto, per la particolarità e l’incredibile scenario circostante.

Dal centro di Passu sono circa 45 minuti a piedi (qui la posizione). Tieni presente che il precedente sentiero che passava in basso costeggiando il fiume non è più praticabile, per cui mantieniti sempre sul nuovo sentiero che passa più in alto per arrivare al ponte.

Passu Suspension Bridge
Passo Khunjerab

Non l’ho visitato personalmente sia perchè non era di mio interesse sia per ragioni di budget. Ad ogni modo, a 4600 metri sul livello del mare è il punto più alto lungo la Karakoram Highway e il passo di frontiera più alto al mondo, il quale divide Pakistan e Cina. Ad oggi diventato a tutti gli effetti un’attrazione turistica.

Svegliandoti presto la mattina credo sia assolutamente fattibile visitarlo in giornata da Passu. Da quest’ultima raggiungi facilmente in autostop o prendendo un qualsiasi minivan diretto verso il confine la località di Sost (30 minuti circa). Da qui l’unica soluzione possibile è organizzare un taxi per il passo (il prezzo dovrebbe aggirarsi sulle 3000 PKR, forse più, in aggiunta al costo dell’ingresso al Parco Nazionale Khunjerab), a meno che non hai intenzione di sconfinare in Cina; in questo caso infatti ci sono anche autobus (se interessato, in questo articolo in inglese è spiegato nel dettaglio come attraversare il confine Pakistan-Cina attraverso il Passo Khunjerab).

In alternativa, potresti raggiunger Sost, dormire qui una notte e l’indomani raggiungere il passo Khunjerab sempre via taxi.

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Passo Khunjerab

Come arrivare a Passu

Sia da Karimabad che da Hopper raggiungi il Ganish Bridge e da qui fai autostop per Passu o attendi un qualsiasi mezzo diretto verso nord.

Dove dormire a Passu

Shisper View Hotel, tra le sistemazioni più economiche (2000 PKR a notte) ma assolutamente dignitosa. Con un buon wi-fi.

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Coni di Passu

Skardu

Localizzato sul lato orientale del Gilgit-Baltistan, Skardu è il principale centro dell’omonimo distretto. Nel bel mezzo del proverbiale nulla, offre alcuni degli scenari più maestosi dell’intera regione. Oltre ad essere la base ideale da cui partire per visitare le numerose valli limitrofe e porta d’accesso per le spedizioni dirette al K2 (nel caso fossi interessato, qui trovi un articolo dettagliato in inglese riguardo al trekking al Campo Base del K2, compresi costi, tempi, ecc.).

Cosa vedere e fare a Skardu

Come sempre l’area bazar, che si sviluppa attorno a questo punto, è il fulcro delle attività. Un luogo davvero caotico, inquinato e poco vivibile. Qui si trova anche il Museo del K2 (a lato del PTDC Motel, ingresso gratuito), finanziato dal governo italiano, con esposte fotografie e mappe relative alle spedizioni sul monte. Al di fuori di quest’area, invece, il tutto si fà più rurale, tranquillo e piacevole.

Come vedi, la cittadina in sè ha poco da offrire, al contrario delle immediate vicinanze e dintorni che invece nascondono diversi e incredibili luoghi capaci di tenere impegnati per svariati giorni. Vero punto di forza di Skardu.

Kharpocho Fort e Nansoq Organic Village

Li cito assieme in quanto facilmente abbinabili nell’arco della stessa giornata, come capirai a breve.

La visita al Forte Kharpocho è indubbiamente l’attività più popolare a Skardu, grazie anche alla sua facile accessibilità dal centro. Costruito in cima ad una collina rocciosa, offre viste di tutto rispetto sulle montagne circostanti e la Valle del fiume Indo. La strada che conduce all’inizio del sentiero vero e proprio parte dall’area bazar, precisamente in parte alla Banca Alfalah, con la salita alla roccaforte che impiega dai 10 ai 20 minuti (200 PKR per l’ingresso).

Una volta sceso dal forte ti consiglio appunto di dirigerti verso l’Organic Village, il primo villaggio organico di Skardu. Il sentiero parte infatti dallo stesso punto in cui inizia la salita al forte (ovviamente invece di salire dovrai aggirare la montagna) e conduce al villaggio tramite un semplice e davvero piacevole “minitrekking” molto scenografico (circa 40 minuti). Costeggiando la Valle del fiume Indo, dapprima lungo il bordo di una scogliera e poi in basso attraverso un tratto sabbioso simile ad una spiaggia racchiusa tra le montagne. Una volta arrivato goditi il villaggio. Un luogo estremamente gradevole e rilassato, dalla vita semplice, ricco di verde, ruscelli che scorrono, giardini in fiore, laghetti e un’atmosfera generale fuori dal mondo. Con ogni probabilità verrai pure invitato da qualche locale a mangiare pesce fresco nella sua abitazione!

cosa vedere a Skardu
Sul sentiero verso il villaggio organico
Katpana Desert e Safaranga Desert

Sono due deserti freddi di montagna tra i più alti al mondo, entrambi vicini a Skardu (in particolare quello di Katpana). Se per questioni di tempo o comunque volessi visitarne solo uno, ti consiglio il Safaranga. Meno frequentato, dune più alte e con uno scenario in generale migliore.

Il modo più pratico ed economico per raggiungerlo da Skardu è recandosi nell’area bazar e da qui pagare una corsa in mototaxi verso il deserto (700 PKR, poco più di 30 minuti di strada). Una volta sul posto troverai un paio di stand che offrono gli immancabili giri in jeep o dune baggy sulle dune. Se, come il sottoscritto, sono attività che non apprezzi particolarmente e non vuoi spendere soldi, puoi recarti alle dune semplicemente camminando attraverso il deserto (circa 1 ora).

N.B.: appena prima del deserto, è presente un posto di blocco in cui viene richiesto di esibire il passaporto + visto d’ingresso.

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Safaranga Desert
Marsur Rock

Il trekking alla Marsur Rock, completabile in giornata e in totale autonomia, è una delle più belle esperienze da vivere a Skardu. Non solo per la vista surreale che si gode dall’alto della roccia (spesso paragonata al Trolltunga in Norvegia, con il deserto al posto dei fiordi ovviamente), ma anche per la stupenda valle/villaggio di Hussain Abad che porta ad attraversare, un luogo davvero fiabesco.

Anche in questo caso il modo più pratico ed economico per raggiungere l’inizio del sentiero – che ricordo partire da Hussain Abad (30 minuti da Skardu) – è pagando un mototaxi nell’area bazar (1000 PKR). Chiedi per la precisione di essere lasciato esattamente in questo punto, nient altro che la fine della strada che risale il villaggio di Hussain Abad (con viste spettacolari dall’alto), da cui poi si è costretti a proseguire a piedi. Sono circa 2-3 ore di cammino per la cima in base al passo. Con il sentiero tutto sommato abbastanza chiaro, anche se non sempre. Comunque segnalato su maps.me, per cui non dovresti avere grossi problemi a seguirlo. In alcuni punti può risultare un pò pericoloso, comunque niente di che prestando attenzione. In ultima, con ogni probabilità non troverai anima viva, il che rende tutto ancora più magico.

N.B.: per ritornare a Skardu da Hussain Abad, potresti accordarti in anticipo con l’autista dell’andata, chiedendoli di aspettarti per l’intera durata del trekking. Oppure, se non vuoi vincoli di sorta, una volta ridisceso trovare qualche “local” nel villaggio disposto a portati indietro (come ho fatto io). Magari fermandoti alle Hussain Abad Waterfall lungo la strada.

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Marsur Rock
Manthal Buddha Rock

Situato ai margini della città, si tratta di un grande masso di granito raffigurante la figura del Buddha di oltre mille anni. Una delle poche tracce del buddismo rimaste a Skardu, prima che l’Islam diventasse la fede dominante. Il sito può essere raggiunto anche a piedi (qui la posizione).

Manthal Buddha Rock

Quanto appena descritto sono bene o male le principali attrazioni da vedere a Skardu e vicinanze. Qui di seguito invece troverai elencate alcune destinazioni nei dintorni di Skardu in cui potresti spendere qualche giorno, nonostante anche queste (a parte Hushe e probabilmente Khaplu arrivandoci con i mezzi pubblici) data la relativa vicinanza, potrebbero in linea di massima essere visitate in giornata da Skardu, specie avendo un mezzo proprio. Ma in cui, avendone la possibilità, consiglio di passarci più tempo, visto che le cose da fare non mancano e più in generale per la piacevolezza dei luoghi in sè.

Chunda Valley

Questa è una notevole valle relativamente sconosciuta, a soli 15 km da Skardu. Rinomata per lo spettacolare scenario in cui è racchiusa, fatto di montagne giganti, un paesaggio verde lussureggiante (per questo chiamata la “mini Svizzera” del Pakistan) e fertili terreni, che permettono alla comunità locale di vivere in maniera autosufficiente. Particolarmente spettacolare durante la fioritura primaverile. Posta a 2500 metri di altitudine offre viste sull’intero centro di Skardu e il Lago Shangrila.

Da Skardu il modo più economico per raggiungere la valle è come sempre pagando un mototaxi dall’area bazar (intorno ai 1500 PKR, circa un’ora). Oppure, come il sottoscritto, fai autostop e fatti lasciare in questo punto, da cui poi pagare un mototaxi per la valle (700 PKR). La strada che sale verso la valle è però piuttosto dissestata e quindi un pò impegnativa da percorrere.

In qualunque modo arriverai, quasi certamente verrai condotto nei pressi di questa guesthouse (dove nel caso passare la notte, piuttosto basica), con intorno verdi prati e un punto panoramico sulla valle.

Chunda Valley
Kachura

Situata a soli 45 minuti di auto da Skardu, grazie ai laghi Lower e Upper, Kachura è una delle località più turistiche e rinomate dell’intera valle. Nonostante il suo aspetto per certi versi un pò commerciale, resta comuque una realtà piacevole e tutto sommato ancora abbastanza autentica, se si escludono le zone perimetrali attorno ai due laghi, in particolare al Lower Kachura Lake, anche e soprattutto per la presenza del lussuoso Shangri-La Resort.

Cosa vedere a Kachura

L’attrazione principale sono ovviamente i due laghi appena citati, che rappresentano rispettivamente la parte bassa (Lower Kachura) e alta (Upper Kachura) del villaggio. Due zone complementari, con i due laghi raggiungibili a piedi l’uno dall’altro (circa 40 minuti), o più comodamente fecendo autostop lungo la strada principale che li collega (auto e moto che fanno spola tra le due zone del villaggio sono frequenti). Ad ogni modo non aspettarti chissà che laghi, certamente carini (specie l’Upper Kachura Lake) ma nulla più.

La cosa più bella da fare a mio parere a Kachura è la visita alla vicina Soq Valley, una valle davvero meritevole attraversata da un fiume di un azzurro davvero intenso. Può essere raggiunta da Kachura con una semplice escursione a piedi di 1 ora scarsa.

Sulla via di ritorno dalla Soq Valley ti consiglio vivamente, una volta arrivato in questo punto, di attraversare il ponte alla tua destra, quindi iniziare a salire seguendo il sentiero che passa al di sopra del villaggio in direzione di questo punto panoramico (20 minuti circa). Ti troverai proprio sopra al Lower Kachura Lake, con splendide viste dall’alto sul lago stesso e la Valle di Skardu. Tra l’altro lo stesso sentiero è davvero bello e piacevole, immerso nella pace della natura con un ruscello a scorrere di fianco.

cosa vedere a Kachura
Vista sul Lower Kachura e Valle di Skardu dal punto panoramico
Come arrivare a Kachura

Kachura si trova lungo la strada Gilgit-Skardu.

Da Skardu prendi un qualsiasi mezzo pubblico diretto verso Gilgit, facendoti lasciare in questo bivio lungo la strada, da cui poi iniziare ad incamminarti all’interno del villaggio, magari chiedendo un passaggio per il tuo alloggio.

Arrivando da Gilgit, potresti pensare di fermarti a Kachura prima di raggiungere Skardu, facendoti lasciare sempre al punto indicato sopra.

Dove dormire a Kachura

Premesso che le alternative non mancano di certo, personalmente ho dormito al Duksa Inn Hotel (2000 PKR a notte) e tutto sommato lo consiglio. Posizione strategica tra i due laghi, buone stanze e ragazzi simpatici. Anche se il servizio lascia un pò a desiderare. No wi-fi.

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Soq Valley
Basho Valley

Questa è considerata all’unanimità una delle valli più belle e pittoresche dell’intero Paese. A sole 2/3 ore di macchina da Skardu, poco più avanti di Kachura lungo la medesima strada. Famosa per i suoi prati bucolici, i rigogliosi pascoli e le foreste di pini. Ideale perciò se hai bisogno di verde e di uno stacco rispetto al polveroso e spesso arido territorio che circonda Skardu, in netto contrasto con il paeaggio della Basho Valley.

Raggiungere la valle, nello specifico il villaggio di Sultanabad, non è esattamente agevole nè tantomeno molto economico. Sia da Skardu o da Kachura, infatti, bisogna sostanzialmente organizzare una jeep o un 4×4 (mezzi che ovviamente si fanno pagare), visto che la strada che risale la valle è piena di fango e buche. Cercando eventualmente qualcuno con cui condividere la spesa del mezzo per risparmiare. Detto questo, avendone la possibilità, credo ne valga assolutamente la pena.

Se hai intenzione di trascorrere una o più notti nel villaggio, sappi che ci sono solo un paio di guesthouse gestite dal dipartimento forestale. A quanto pare senza acqua corrente ed elettricità. Oppure potresti anche campeggiare avendo l’attrezzatura dietro.

Basho Valley
Khaplu

Khaplu è un’altra delle migliori località nei dintorni di Skardu, l’ultimo avamposto di civiltà prima della ben più remota Valle di Hushe. Affascinante sia a livello paesaggistico che storico.

Qui infatti, oltre alla bellezza della natura, puoi visitare il Khaplu Palace (un antico palazzo in stile balti recentemente trasformato in un museo/hotel) e la vicina Chaqchan Mosque, una delle più antiche della regione.

Per un’uscita giornaliera da Khaplu, la piccola Valle di Barah (a soli 8 km, perciò facilmente raggiungibile in autostop o taxi/mototaxi) è una gemma poco conosciuta di assoluta bellezza, con il suo insieme di villaggi in cui scorrono canali e fioriscono giardini.

La tratta Skardu-Khaplu è coperta giornalmente da minivan che partono ogni ora dalle 6 alle 14 (3/4 ore circa). Tieni presente che la stazione da cui partono i mezzi si trova sul lato est di Skardu, diversa quindi da quella raggiunta dai minivan/bus in arrivo da Gilgit (chiedi sul posto l’esatta ubicazione del terminal). A Khaplu è presente più di qualche struttura d’alloggio.

Khaplu Palace
Hushe

Hushe è l’ultimo villaggio della Hushe Valley, una remota valle a nord di Khaplu. Grazie alla vicinanza con il Central Karakoram National Park, offre alcuni dei più spettacolari trekking del Gilgit-Baltistan. Lo stesso villaggio, inoltre, sembrerebbe essere un luogo particolarmente idilliaco dove trascorrere qualche giornata in relax senza necessariamente dedicarsi all’escursionismo.

Tra i principali trekking:

  • Humbrok: 2 giorni/1 notte;
  • Machlu La: 3 giorni/2 notti;
  • Thale La: 4 giorni/3 notti;
  • Nangma Valley: 4 giorni/3 notti;
  • Masherbrum Base Camp: 4 giorni/3 notti (necessario il permesso);
  • Charakusa Valley: 6 giorni/5 notti (necessario il permesso).

Vista la sua remotezza, come prevedibile raggiungere Hushe non è proprio facile nè tantomeno economico. Dalle informazioni in mio possesso bisogna fare quanto segue: minivan Skardu-Khaplu (ogni ora dalle 6 alle 14); da Khaplu c’è una jeep che parte una volta al giorno alle 14 circa di fronte all’Hotel Ghanche Continental per Kanday (2/3 ore); da Kanday ci sono pick-up speciali o trova un passaggio per Hushe (30 minuti).

Per dormire, “Refugio Little Karim” sembrerebbe essere una delle poche opzioni presenti.

Hushe

Per concludere, da Skardu puoi visitare il Parco Deosai descritto appena più sotto.

Come arrivare a Skardu

Da Gilgit ci sono collegamenti sia in bus (NATCO) che in minivan (io ho preso quello delle 10, 1400 PKR, circa 4 ore). Oltre a taxi condivisi (se la macchina è piena credo siano attorno alle 1300-1500 PKR in base a se vuoi stare dietro o davanti). Ci tengo a precisare che la strada Gilgit-Skardu è stata recentemente pavimentata e rimessa a nuovo, diventando di fatto più che scorrevole.

Se arrivi da Astore via Deosai, l’unica soluzione è tramite jeep o 4×4.

Dove dormire a Skardu

Innanzitutto consiglio vivamente di alloggiare fuori dall’area bazar. In tal senso Royal Guest House è un’ ottima scelta. Stanze davvero spaziose, buona pulizia, ampio giardino esterno. Gestita da un ragazzo simpatico e tranquillo, in un’area davvero autentica di Skardu dove avere uno spaccato di vita locale (2000 PKR trattando).

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Villaggio di Hussain Abad

Deosai National Park

Il Parco Nazionale Deosai è considerato una delle più grandi meraviglie del Pakistan settentrionale. Situato a 4300 metri di altitudine, si tratta del secondo altopiano più alto al mondo dopo quello tibetano. Soprannominato la “terra dei giganti” viste le dimensioni (parliamo di una superficie di oltre 3000 km quadrati) e la vastità dei paesaggi.

Uno dei luoghi più freddi del Pakistan, tanto da poter essere visitato indicativamente solo da maggio ad ottobre.

Come visitare il Deosai National Park

Trovandosi nel mezzo delle due, il Deosai può essere visitato sia da Skardu che da Astore (con conseguente ritorno alla località di partenza), o mentre ti sposti tra queste due località. Le quali sono collegate tra loro da un’unica strada (non in buone condizioni) che attraversa l’intero Parco.

Purtroppo il tutto non è affatto economico. Qualsiasi sia la tua scelta, infatti, l’unico modo possibile per la visita/attraversamento è organizzando una jeep o un 4×4 che portano a visitare sostanzialmente tre dei siti principali della distesa, ossia Bara Pani Bridge, Chota Pani, Sheosar Lake. In giornata oppure dormendo una notte in uno dei campeggi attrezzati presenti nei tre punti appena citati. Lungo il percorso potresti inoltre imbatterti nella fauna autoctona, comprensiva di orsi bruni e leopardi delle nevi.

Parlando di cifre, aspettati di pagare attorno alle 20000 PKR, in aggiunta alle 3000 e rotte per l’ingresso al Parco. L’ideale quindi sarebbe dividere le spese del mezzo con qualcuno.

Ora. Non metto in dubbio la bellezza del Parco, ma ritengo ci siano talmente tanti luoghi in Pakistan altrettanto spettacolari visitabili gratuitamente o comunque senza spendere certe somme, che tutto sommato credo che saltarlo non sia così un “dramma”. Soprattutto viaggiando con un budget limitato e considerando il fatto che sia Skardu che Astore possono essere raggiunte da Gilgit con i mezzi pubblici, senza necessariamente attraversare il Parco.

Deosai National Park

Astore

Astore è il principale centro dell’omonimo distretto. Base ideale da cui partire per iniziare ad esplorarlo. La cittadina in sè non è però un luogo particolarmente piacevole, per cui consiglio di passarci il meno tempo possibile, se non come tappa intermedia mentre ci si sposta appunto all’interno della valle.

Cosa vedere ad Astore

Vale un pò il discorso fatto in precedenza per Skardu. La cittadina in sè infatti ha ben poco da offrire, al contrario delle immediate vicinanze e dintorni, dove si nasconde la vera bellezza di Astore.

Alla luce di quanto scritto, se non hai intenzione di visitare l’ Allah Wali Jheel, potresti addirittura fare a meno di trascorrere alcuna notte ad Astore facendo quanto segue: una volta giunto ad Astore, lascia subito la cittadina e raggiungi immediatamente le Rama Meadows; passa qui un paio di notti e il terzo giorno torna ad Astore in tempo per prendere il trasporto locale verso Rupal, dove passare un altro paio di notti. Quindi, una volta lasciata Rupal, torna ad Astore per dirigerti verosimilmente a Skardu, Gilgit o Fairy Meadows (in base al tuo itinerario).

Rama (Rama Meadows + Rama Lake)

Questo incantevole villaggio immerso in una valle pittoresca, si trova a soli 10 km da Astore. Alla fine della strada che risale il villaggio puoi visitare le “Rama Meadows”, considerate tra le più belle del Paese, circondate da verdi boschi, picchi innevati e attraversate da ruscelli.

Nelle Rama Meadows sono presenti un paio di campeggi attrezzati (che chiudono verso il 3 di ottobre) oltre ad una basica struttura d’alloggio nelle immediate vicinanze che offre stanze private (2000 PKR a notte trattando).

Da qui parte un trekking piuttosto semplice, facile da seguire e breve (circa 40 minuti solo andata) che conduce al Rama Lake, un lago ai piedi della parete nord del Nanga Parbat. Il bacino d’acqua onestamente non è niente d’ impressionante, ma il contorno non è affatto male.

Ultimo consiglio: oltre al lago e alle Rama Meadows non perderti la visita al villaggio di Rama (raggiungibile scendendo a piedi dalle Rama Meadows) che, come detto, è davvero piacevole con viste mozzafiato sulla valle.

Per arrivare alle Rama Meadows da Astore (circa 30 minuti) puoi pagare un taxi o qualche locale che ti accompagni in moto (1500/2000 PKR circa la richiesta). Oppure puoi tentare con l’autostop (ad esempio salendo in qualche trattore).

cosa vedere ad Astore
Villaggio di Rama
Allah Wali Lake

Si tratta di un particolare fiume delimitato da montagne d’alta quota che scorre attraverso rigogliosi prati verdi. Lungo il suo procedere a “zig-zag” descrive proprio il nome di “Allah”, da cui la nomenclatura.

Il sito si trova a circa un’ora e mezza di strada da Astore, precisamente a Gutumsar. Raggiungibile da quanto capito solamente via jeep.

Rupal (Rupal Valley)

Questa è senza dubbio una delle mie valli favorite in Pakistan, un luogo davvero incantato. La quale domina il versante meridionale del Nanga Parbat, circondata da uno scenario davvero spettacolare.

La valle è accessibile da Astore con i mezzi locali (jeep/minivan, l’ultimo dovrebbe essere attorno alle 12, circa 2 ore). Più precisamente bisogna raggiungere il villaggio di Tarishing (l’ultimo accessibile tramite strada), porta d’accesso alla Valle di Rupal e relativo villaggio, dove sono dislocate la maggior parte delle strutture ricettive (consiglio Nanga Parbat Tourist Cottage, 2000 PKR a notte). Anche se sostanzialmente i due villaggi – Tarishing e Rupal – possono essere considerati come una sorta di tutt’uno.

Un ottimo modo per scoprire la valle è quella di partire da Tarishing verso l’Herligkoffer Base Camp. Si tratta di un trekking in giornata di 4/5 ore totali poco impegnativo e davvero piacevole (tracciato su maps.me) che porta ad attraversare dapprima la morena laterale del Ghiacciaio Tarishing (piuttosto semplice) con viste spettacolari dall’alto sull’intera vallata e in seguito l’intero villaggio di Rupal, qualcosa di fiabesco.

Dal Herligkoffer Base Camp si potrebbe proseguire oltre verso Latobah (circa 2 ore) e poi Shigiari (4 ore), dove si ha una superba vista sulla parete sud del Nanga Parbat (diversa quindi da quella che si ha sul massiccio da Fairy Meadows). Il tutto in circa 4/5 giorni di trekking. Per fare quanto descritto è necessaria l’attrezzatura da campeggio, che potresti procurarti a Tarishing nel caso non l’avessi. Oppure affidarti ad una guida locale facilmente reperibile al villaggio che si occuperà di ogni cosa.

N.B.: per tornare ad Astore da Tarishing sappi che c’è un minivan che parte di mattina presto attorno alle 6.30/7.

cosa vedere ad Astore
Rupal Valley

Per concludere, da Astore è possibile visitare il Deosai National Park descritto più sopra, oltre alle località di Domel e Minimarg, quest’ultima descrittami da un ragazzo pakistano come il più bel luogo in assoluto in Pakistan (per entrambe è necessario però un permesso speciale).

Come arrivare ad Astore

Da Gilgit ci sono collegamenti in bus con NATCO, oltre che minivan (700 PKR) e taxi condivisi (1300/1500 PKR se il mezzo è pieno in base a se ti siedi dietro o davanti). Il viaggio dura circa 3/4 ore, con la strada in buone condizioni.

Se arrivi da Fairy Meadows senza passare per Gilgit e ottimizzare così i tempi potresti farti lasciare in questa intersezione e da lì aspettare qualche mezzo diretto ad Astore o tentare con l’autostop.

Se arrivi da Skardu via Deosai, l’unica soluzione è tramite jeep o 4×4.

cosa vedere in Pakistan
Villaggio di Rupal

Phander (Phander Valley)

Questa è una destinazione del Gilgit-Baltistan poco battuta e conosciuta. E a torto, visto che si tratta indubbiamente di una delle valli più belle all’interno della regione.

Circondata dalle vette montuose dell’Hindu Kush, verdi campi, filari di alberi da frutto e attraversata dal fiume Gilgit, è un luogo davvero incantevole.

Oltre ad essere un ottimo modo per spezzare il lungo e spossante viaggio Gilgit-Chitral.

Cosa vedere a Phander

Innanzitutto ti consiglio di goderti la piacevolezza e la rilassatezza del luogo. Il lento scorrere delle giornate.

L’attrazione principale resta comunque il Phander Lake che, con le sue turchesi acque, è considerato uno dei laghi più puliti della regione.

Una volta sceso al lago, ti consiglio di dirigerti verso la riva del fiume Gilgit e di farti una tranquilla camminata lungo le sue sponde. Il contesto è davvero fiabesco!

Per una splendida vista sulla valle, il fiume e il lago nel suo insieme, puoi salire invece in questo punto panoramico, raggiungibile in modo piuttosto semplice.

Altre attività da svolgere a Phander nel caso fossi interessato sono la pesca e la visita dei limitrofi villaggi. Oltre ai ghiacciai Ghonogh e Gha Cherkick, a quanto pare entrambi accessibili a piedi dal villaggio, ma di cui non ho informazioni a riguardo.

cosa vedere a Phander
Phander Lake

Come arrivare a Phander

Phander si trova lungo la strada Gilgit-Chitral.

Da Gilgit ci sono due minibus in partenza. Il primo alle 11 e il secondo alle 14 (se, come prevedibile, alloggerai al Madina Hotel, chiedi di farti accompagnare nell’esatta ubicazione da cui partono ). Nel caso fossero pieni, prendi un minibus per Gakhuch o Gupis e cambia per Phander in una delle due. Prendendo quello delle 14, però, una volta arrivato a Gakhuch o Gupis non troverai quasi certamente più collegamenti con Phander, visto che arriveresti a metà/tardo pomeriggio. Perciò dovrai passare la notte in una delle due località menzionate per poi proseguire l’indomani. Quindi ti consiglio in ogni caso di prendere il minibus Gilgit-Phander delle 11, arrivando con un pò di anticipo per essere sicuro di trovare posto. Altra soluzione quella di prendere il bus NATCO delle 6 diretto a Mastuj, facendosi lasciare a Phander lungo la strada. In teoria sono circa 7 ore di viaggio totali, ma per esperienza personale potrebbero volercene di più. La strada Gilgit-Phander, oltre ad essere non esattamente in buone condizioni, è infatti soggetta a continui lavori in corso. L’ideale sarebbe quindi fare il viaggio il venerdì, giorno di riposo.

Dove dormire a Phander

Consiglio vivamente di alloggiare nei pressi del Phander Lake. In tal senso, l’Hill Top Lodge è un’ottima soluzione. La richiesta iniziale era di 4000 PKR a notte ma, come sempre, trattando sono riuscito a farmela abbassare a 3000 con colazione inclusa.

cosa vedere in Pakistan
Phander Valley

Khyber Pakhtunkhwa

Il Khyber Pakhtunkhwa comprende a grandi linee tutta la parte nord-ovest del Paese, vicino al confine afgano. Una regione meno esplorata e battuta rispetto al Gilgit-Baltistan, ma altrettanto valida.

Tra le principali destinazioni del Khyber Pakhtunkhwa troviamo: Booni, Chitral, Kalash Valley, Swat Valley e Peshawar.

N.B.: la regione è abitata in prevalenza dal gruppo etnico dei Pashtuns, tra i più fondamentalisti dell’Islam. Nonostante ad oggi possa essere considerata un’area per lo più sicura (dopo essersi liberata dal controllo dei talebani nel 2017), prima di addentrarti ti consiglio di informarti sullo stato attuale della situazione, in quanto quest’ultima non è propriamente stabile, specie nelle zone più prossime al confine con l’Afghanistan. Nonostante ciò, in nessuna delle località descritte di seguito è richiesto un permesso speciale per accedervi.

Booni

Una località fuori dai classici circuiti della regione e, al pari di Phander, un’ ottima tappa per spezzare ulteriormente il lungo viaggio Gilgit-Chitral. Con due incredibili siti naturali nelle immediate vicinanze che da soli meritano una sosta di un paio di giorni.

Cosa vedere a Booni

Qaqlasht Meadows e Shipishun Meadows sono i due siti di cui parlavo nell’introduzione a Booni, i quali offrono viste pazzesche sull’intera vallata e il villaggio stesso. Oltre ad essere dei luoghi in sè piuttosto impressionanti.

Personalmente ho deciso di visitare solo le prime. Anche per essere di più facile accessibilità. Volendo possono essere raggiunte anche a piedi dal villaggio (circa 1.30 di camminata), oppure pagando qualcuno che ti accompagni in jeep o in moto. All’incirca chiedono sulle 4000 PKR per accompagnarti, fare un giro nell’ampia distesa e riportarti indietro. Probabilmente meno se opti per le due ruote.

In alternativa puoi fare come ho fatto io. Pagare per il solo trasporto di andata tramite jeep (2000 PKR) con conseguente ritorno al villaggio a piedi. Ci tengo a precisare però che la piana è abbastanza estesa, perciò c’è da camminare.

Per avere una visuale anche sul lato opposto della valle, puoi salire in una delle due formazioni rocciose che vedrai in lontananza. Il sentiero parte indicativamente da qui. Si tratta di una breve salita anche se abbastanza ripida, oltre che un pò pericolosa. Per cui mi raccomando di prestare attenzione. Detto questo, anche in questo caso la vista merita!

Per finire, fatti un giro nell’area bazar e prova il Nan Cafè!

cosa vedere a Booni
Vista su Booni da Qaqlasht Meadows

Come arrivare a Booni

Booni si trova lungo la strada Gilgit-Chitral, attraverso il passo Shandur.

Arrivando da Gilgit senza fermarsi a Phander, prendi il bus delle 6 per Mastuj, passa qui la notte e il giorno dopo raggiungi Booni.

Trovandoti a Phander sappi che ci sono minivan diretti a Booni (5/7 ore), anche se esiste la possibilità che fermino all’antecedente villaggio di Broke, in cui dovrai probabilmente passare la notte per raggiungere Booni il giorno dopo (io, una volta a Broke, ho avuto la fortuna di trovare in giornata un passaggio in macchina da due ragazzi pakistani).

Dove dormire a Booni

Mountain View Guest House. Posto carino, ragazzi simpatici e ottimo wi-fi!

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Qaqlasht Meadows

Chitral

Il centro più sviluppato dell’omonimo distretto è sostanzialmente la porta d’accesso alla Kalash Valley.

La città in sè ha però poco da offrire. Quindi consiglio anche in questo caso di passarci il meno tempo possibile, se non appunto come tappa intermedia prima di raggiungere la Kalash Valley e/o la Swat Valley.

Ci tengo a precisare che arrivando da Mastuj o da Booni ad un orario decente, una volta a Chitral potresti pensare di dirigerti direttamente nella Kalash Valley, senza quindi passare la notte a Chitral. Discorso simile se dopo la Kalash Valley sei diretto a Kalam (Swat Valley). In questo caso, infatti, una volta lasciata la valle (ovviamente sempre ad un orario consono, vista la lunghezza del viaggio che ti aspetta) potresti evitare di tornare a Chitral procedendo come indicato nella sezione più sotto riguardante la Swat Valley (“come arrivare a Kalam”).

Cosa vedere a Chitral

Se per qualsiasi motivo decidessi di fermarti un paio di notti (come detto prima della Kalash Valley e/o prima di raggiungere la Swat Valley ), ci sono un paio di attrazioni che potresti visitare, oltre all’area bazar. Comunque niente di imperdibile: la moschea Shahi Masjid e il Chitral Fort.

Come arrivare a Chitral

Da Gilgit, attraverso il passo Shandur (dove si trova anche il campo da polo più alto al mondo), con il trasporto pubblico ci vogliono due giorni. Bisogna infatti prima raggiungere Mastuj, passare qui la notte e il giorno dopo prendere il bus della NATCO delle 6 per Chitral. O, in alternativa, da Gilgit organizzare un minivan o una jeep condivisi verso Chitral. Tuttavia, avendo tempo a disposizione, consiglio di spezzare il lungo e faticoso viaggio Gilgit-Chitral fermandosi prima a Phander e poi a Booni (o al massimo solo nella prima), entrambe trattate precedentemente. L’intera tratta è soggetta a continui lavori in corso (in particolare da Gilgit a Phander), che possono allungare il viaggio di svariate ore rispetto al normale. A parte il venerdì, giorno ideale quindi per lo spostamento. In compenso l’intera tratta è altamente scenografica!

Da Rumbur (Kalash Valley), ci sono jeep che partono al mattino presto (chiedi una volta sul posto per l’esatto orario).

Dove dormire a Chitral

Hotel Al Farooq è l’opzione più popolare tra viaggiatori (1500 PKR a notte). Buona struttura (compreso il wi-fi) e gestore davvero simpatico. Si trova all’interno dell’area bazar, per cui consiglio di farsi dare una delle camere che non si affacciano direttamente sulla strada.

cosa vedere in Pakistan
Shandur Pass

Kalash Valley

Racchiusa tra le montagne dell’Hindu Kush, questa è una valle del Pakistan del tutto particolare. La popolazione indigena che vi abita, infatti, ha una cultura, lingua, religione, usi e costumi totalmente differenti dal resto del Paese. Vestendo inoltre con i propri abiti tradizionali. Insomma, una tappa sicuramente interessante durante un viaggio in Pakistan.

La valle è formata da 3 villaggi principali: Bumburet, Rumbur e Birir.

Bumburet è quello più sviluppato, turistico e meno autentico, mentre Birir il più piccolo e remoto. Rumbur è una sorta di via di mezzo, sostanzialmente quello che consiglio. E di cui tratterò nello specifico.

N.B.: per entrare nella Kalash Valley bisogna superare un posto di blocco della polizia, in cui è necessario registrarsi. Stesso discorso appena prima di entrare a Rumbur (in entrambi i casi niente di problematico, oltre che totalmente gratuito, a dispetto di quello che potresti leggere in giro).

Cosa vedere e fare a Rumbur

In realtà non c’è molto da fare. Rumbur è uno di quei luoghi dove godersi il lento ritmo delle giornate, l’atmosfera un pò fuori dal mondo e soprattutto imparare circa lo stile di vita locale. Il popolo Kalash è molto accogliente e fiero della loro cultura, tanto che quasi certamente verrai accolto a far parte della comunità.

Oltre a questo, fatti un giro per il villaggio (chiedendo sempre il permesso in caso di foto agli abitanti) compresa la parte che sorge più in alto, con le sue abitazioni tradizionali oltre ad una moschea da cui si hanno ottime viste sulla valle. Infine, appena fuori il villaggio, raggiungi con una brevissima camminata il Sajigor Thon Village, un luogo davvero piacevole accessibile passando un ponticello. Oltre a questo punto inizia la “zona trekking”, in cui cimentarsi in qualche escursione tra le montagne dell’Hindu Kush (chiedi informazioni una volta in loco se interessato).

Se ti trovi nel giusto periodo, sappi inoltre che nella valle vengono festeggiati ogni anno tre festival principali: Chilam Joshi (maggio), Uchau (verso settembre) e Choimus (attorno al solstizio d’inverno).

cosa vedere a Rumbur
Villaggio di Rumbur

Come arrivare a Rumbur

Da Chitral (stazione centrale degli autobus), la soluzione migliore è prendere un taxi condiviso per Ayun (un’ora scarsa, personalmente ho pagato 200 PKR, ma eravamo in 6 compreso il conducente). Da Ayun partono taxi condivisi per Rumbur, ma solo una volta piene o comunque raggiungendo un certo numero di persone. In caso contrario dovrai per forza pagare il costo dell’intera macchina (come il sottoscritto, 1500 PKR trattando un pò).

Dove dormire a Rumbur

Le soluzioni non sono poi molte. 2-3 guesthouse e un hotel. In ogni caso aspettati sistemazioni abbastanza basiche. Personalmente ho dormito all’Indigenous Guesthouse, ampio giardino e proprietario davvero gentile e premuroso. Pensa che addirittura mi ha fatto decidere il costo totale della mia permanenza nella struttura. Alla fine ho lasciato 3000 PKR per due notti compreso il cibo.

cosa vedere in Pakistan
Sajigor Thon Village

Swat Valley

Chiamata la “Svizzera del Pakistan” dai locali per i suoi lussureggianti e verdi paesaggi, questa splendida valle tra Chitral e Peshawar ospita diversi percorsi di trekking lungo alcune delle montagne più remote del Paese. Oltre ad essere di per sè un luogo davvero incantevole.

Con Mingora a rappresentare il centro principale della valle, tappa praticamente obbligata per chiunque voglia esplorarla. La città però è tutto fuorchè bella per cui, arrivando da Chitral/Kalash Valley, consiglio di passarci solo la probabile notte, per poi spostarti immediatamente a Kalam il giorno dopo, dove risiede la vera bellezza della Swat Valley.

N.B.: ricorda che l’intera valle è parecchio conservativa, con idee molto fondamentaliste (tanto che le donne girano completamente coperte, compreso il volto), per cui agisci di conseguenza. Detto questo, aspettati un’estrema ospitalità, anche perchè di stranieri da queste parti non se ne vedono poi molti.

Cosa vedere e fare a Kalam

Il primo impatto con il centro di Kalam potrebbe non essere esattamente dei migliori. Un’unica via disseminata di hotel e l’immancabile area bazar, non proprio dei luoghi imperdibili. Come vedrai qui di seguito, però, basta allontanarsi solamente di qualche chilometro o esplorare i dintorni che il discorso cambia notevolmente. Con diversi luoghi decisamente suggestivi.

Boyun Village (Green Top) e Ushu Forest

Li cito assieme in quanto facilmente abbinabili nell’arco della stessa giornata, trovandosi inoltre lungo la medesima direttrice sino al bivio che li separa.

Boyun è un fiabesco villaggio arroccato in cima ad una montagna. Circondato da campi di mais e patate, oltre che da splendide cime innevate, offre ottime viste sulla sottostante Kalam e omonima valle, oltre ad offrire l’opportunità di vivere un vero villaggio pakistano senza fare grossi sforzi per raggiungerlo e in modo totalmente gratuito.

Il villaggio è infatti facilmente accessibile da Kalam tramite una strada asfaltata che parte dall’area bazar. Perciò puoi arrivarci tranquillamente a piedi con una breve camminata poco impegnativa (circa un’ora e mezza). In alternativa puoi incamminarti per poi provare a fare autostop. Quello che ho finito col fare io. Stai pur certo che chiunque diretto in quella direzione difficilmente ti negherà un passaggio. Qui la posizione.

Una volta sceso puoi continuare a incamminarti verso la Ushu Forest, una densa foresta di alberi Deodar usata anche come area picnic e campeggio.

cosa vedere a Kalam
Boyun Village – Green Top
Kandol Lake

Tra i diversi trekking effettuabili a Kalam, questo è quello che ho scelto personalmente. Assolutamente consigliato! Non solo per la bellezza del lago in sè (punto finale dell’escursione), ma anche per la stupenda Valle di Ladu che porta ad attraversare.

Il trekking parte dal villaggio di Utror, può essere svolto in giornata (partendo comunque presto la mattina da Kalam) ed in totale autonomia. Oltre ad essere tutto sommato poco impegnativo con il sentiero facile da seguire (4/5 ore totali).

Per svolgerlo fai quanto segue (in ogni caso l’intero percorso da Utror sino al Kandol Lake è tracciato su maps.me, per cui non dovresti aver nessun tipo di problema a seguirlo):

  • dall’area bazar di Kalam prendi un taxi condiviso per Utror. Le corse iniziano attorno alle 7, partono avendo raggiunto un certo numero di persone (se non vuoi aspettare dovrai pagare il costo della corsa per intero) e arrivano a destinazione in circa 1 ora;
  • una volta a Utror, dovrai camminare fino alla Ladu Valley. Per farlo, dal villaggio segui la strada pianeggiante che costeggia il fiume (contrassegnata come “Gal Rd” su Google Maps, qui indicativamente l’inizio della strada) fino al ponte di legno che lo attraversa (nei pressi vedrai anche un albergo abbandonato); se non vuoi coprire questo tratto a piedi e quindi risparmiare tempo, sappi che è abbastanza facile trovare un passaggio fino al ponte dai camion, trattori e motociclette che percorrono su e giù la suddetta strada;
  • attraversa quindi il ponte lasciandoti il fiume alla tua destra. Da qui parte il sentiero vero e proprio verso il lago, tramite un sentiero sostanzialmente sempre dritto che risale la valle;
  • una volta ritornato al ponte, cammina o fai nuovamente autostop per Utror e da qui paga un taxi condiviso che ti riporti a Kalam (da solo ho pagato 2000 PKR).
cosa vedere a Kalam
Kandol Lake
Desan Meadows

Si tratta di una distesa di prati alpini in cima alle montagne (3600 metri di altitudine) che si affaccia sulla valle di Kalam. Offrendo una vista mozzafiato su quest’ultima.

Il sito può essere raggiunto dal centro di Kalam a piedi tramite un trekking di 4/5 ore solo andata, o più semplicemente organizzando una jeep, unico mezzo per arrivarci viste le precarie condizioni della strada (personalmente ho pagato 2000 PKR condividendola con altre due persone).

cosa vedere a Kalam
Desan Meadows

Per concludere, Mahodand Lake è un’attrazione abbastanza popolare nei dintorni di Kalam. Anche in questo caso vengono organizzate auto/jeep condivise per il lago (aspettati di pagare attorno alle 6000-7000 PKR da dividere in base al numero di persone). Il sito naturale si trova però a 3 ore da Kalam (più altre 3 per tornare), per cui non so quanto ne valga la pena visto che sono più le ore che si passano in macchina che altro, senza contare il costo non propriamente economico.

Come arrivare a Kalam

Da Chitral prendi un minivan per Timergara. Da qui un altro per Mingora (350 PKR), in cui probabilmente dovrai passare la notte, visto che il tutto occupa circa 9 ore. Da Mingora altro minivan per Kalam (3 ore, 450 PKR). In alternativa, da Chitral taxi condiviso per Dir (3.30 ore), da Dir cambia per Timergara per poi procedere come sopra (da Dir ci sarebbero anche “trasporti speciali” che portano direttamente a Kalam attraverso la Kumrat Valley, ad un prezzo però tutt altro che economico).

Arrivando dalla Kalash Valley senza passare prima per Chitral, potresti farti lasciare in questo punto e attendere sul lato opposto un minivan/taxi condiviso diretto a Dir/Timergara per poi procedere sempre come sopra.

Dove dormire a Kalam

Personalmente ho dormito all’ Heaven Rose Hotel (1500 PKR a notte) e lo consiglio. Struttura carina a poca distanza dall’area bazar. No wi-fi (al pari delle altre presenti comunque).

cosa vedere in Pakistan
Ladu Valley

Peshawar

La capitale del Khyber Pakhtunkhwa è la città più antica del Pakistan e in generale una delle più antiche dell’intera Asia. Quindi una località di sicuro interesse storico-culturale. Famosa in particolare per custodire alcuni dei migliori bazar del Paese all’interno della città vecchia.

Non ci sono stato personalmente, ma in questo articolo (in inglese) puoi leggere una guida dettagliata sulla città, con le principali cose da vedere che possono tenerti occupato almeno un paio di giorni.

Come arrivare a Peshawar

Da Kalam (Swat Valley) prendi un minibus per Mingora (3 ore) e da qui cambia per Peshawar (circa 4 ore).

Ci sono collegamenti diretti anche da e verso Islamabad.

Peshawar

Pakistan itinerari consigliati

Qui di seguito elenco alcuni itinerari in Pakistan di diversa durata con tutte le tappe da seguire in ordine di successione (numerate).

Ovviamente potrai seguirli in toto o andare a modificarli leggermente in base al tuo budget/interessi, consultando la precedente sezione “cosa vedere in Pakistan” per approfondire il tutto. Dove ti ricordo esserci anche scritto nel dettaglio come raggiungere le varie località dalle altre all’interno del Paese.

Aiutati inoltre con le apposite mappe (usando le dita per ingrandirle).

N.B.: tali itinerari sono pensati con partenza da Lahore (cosa che consiglio anche qualora non arrivassi via terra dall’India, visto anche il costo dei voli del tutto simili a quelli per Islamabad), per poi dirigersi verso il Gilgit-Baltistan ed infine, in base al tempo a disposizione, nel Khyber Pakhtunkhwa. Nel caso, nulla ti vieta ovviamente di procedere al contrario. In tal senso, una volta ad Islamabad, invece di andare a Gilgit punta direttamente su Peshawar o Swat Valley, quindi procedi verso nord direzione Chitral per poi proseguire verso il Gilgit-Baltistan.

Infine, per non ripetermi ogni volta, una considerazione che vale per tutti gli itinerari sotto riportati: arrivando a Gilgit dà Islamabad potresti farti lasciare a Rakiot Bridge lungo la strada senza quindi passare prima per Gilgit e organizzare subito una jeep per Fairy Meadows. In questo modo guadagneresti un giorno in più che potresti sfruttare a tuo vantaggio. Detto questo, vista la lunghezza del viaggio Islamabad-Gilgit, il mio consiglio è comunque quello di sostare una notte a Gilgit per poi raggiungere Fairy Meadows il giorno dopo.

Itinerario due settimane in Pakistan

Due settimane sono sufficienti per completare il classico itinerario lungo la Karakoram Highway, visitando le principali destinazioni lungo la stessa. Possibili variazioni quella di inserire Hopper o Passu (in entrambi i casi passandoci due notti dopo Karimabad e prima del ritorno a Gilgit) al posto di Minapin se non hai intenzione di svolgere il trekking al Rakaposhi.

Itinerario Pakistan 2 settimane

1 – Lahore (2 notti)

Giorno 1: arrivo a Lahore.

Giorno 2: Moschea Badshahi (compreso il forte, tempio Sikh e area verde) + Moschea Wazir Khan.

Trasferimento Lahore – Gilgit

Giorno 3: il viaggio Lahore – Gilgit (con cambio ad Islamabad) ti porterà via l’intera giornata. Con arrivo a Gilgit il giorno seguente di mattina.

2 – Gilgit (1 notte)

Giorno 4: arrivo a Gilgit. Fatti un giro nell’area bazar e magari visita il Khargah Buddha.

3 – Fairy Meadows (2 notti)

Giorno 5: raggiungi Raikot Bridge di mattina, quindi sali a Fairy Meadows.

Giorno 6: trekking Campo Base Nanga Parbat (o fino a Behal o al successivo punto panoramico).

4 – Minapin (2 notti)

Giorno 7: trasferimento a Minapin via Gilgit.

Giorno 8: trekking Campo Base Rakaposhi.

5 – Karimabad (2 notti)

Giorno 9: arrivo a Karimabad; visita il forte Altit e la città vecchia alla base + Eagle’s Nest se hai tempo/voglia.

Giorno 10: forte Baltit + villaggio di Ganish.

6 – Gilgit (1 notte)

Giorno 11: ritorno a Gilgit.

Trasferimento Gilgit-Islamabad

Giorno 12: il viaggio verso Islamabad da Gilgit ti porterà via l’intera giornata, con arrivo nella capitale il giorno seguente in mattinata.

7 – Islamabad (1 notte)

Giorno 13: arrivo ad Islamabad. Visita la Faisal Mosque al tramonto. Prima potresti occupare la giornata con il Monumento Pakistano, Lok Virsa Museum e Daman-E-Koh.

Giorno 14: volo di rientro.

Itinerario 3 settimane in Pakistan

Con tre settimane a disposizione potresti seguire semplicemente l’itinerario di due settimane spendendo qualche giorno in più nelle varie località con l’aggiunta di Hopper e Passu come ulteriori tappe (prima opzione).

In alternativa, ti propongo qualcosa di meno canonico, che include Skardu ed Astore (seconda opzione).

Prima opzione (itinerario Pakistan 3 settimane)

Come possibile variazione all’itinerario quella di passare una notte in più a Passu e una in meno ad Islamabad.

Itinerario Pakistan 3 settimane

1 – Lahore (2 notti)

Giorno 1: arrivo a Lahore.

Giorno 2: Moschea Badshahi (compreso il forte, tempio Sikh e area verde) + Moschea Wazir Khan.

Trasferimento Lahore – Gilgit

Giorno 3: il viaggio Lahore – Gilgit (con cambio ad Islamabad) ti porterà via l’intera giornata. Con arrivo a Gilgit il giorno seguente di mattina.

2 – Gilgit (1 notte)

Giorno 4: arrivo a Gilgit. Fatti un giro nell’area bazar e magari visita il Khargah Buddha.

3 – Fairy Meadows (2 notti)

Giorno 5: raggiungi Raikot Bridge di mattina, quindi sali a Fairy Meadows.

Giorno 6: trekking Campo Base Nanga Parbat (o fino a Behal o al successivo punto panoramico).

4 – Minapin (3 notti)

Giorno 7: trasferimento a Minapin via Gilgit.

Giorno 8: giorno di riposo prima dell’escursione al Rakaposhi. Visita il villaggio.

Giorno 9: trekking Campo Base Rakaposhi.

5 – Karimabad (3 notti)

Giorno 10: arrivo a Karimabad; visita il forte Altit e la città vecchia alla base + Eagle’s Nest se hai tempo/voglia.

Giorno 11: forte Baltit + villaggio di Ganish.

Giorno 12: Eagle’s Nest se ancora non l’hai fatto, oppure trekking al Campo Base Ultar.

6 – Hopper (2 notti)

Giorno 13: trasferimento a Hopper; goditi il villaggio e le viste sul Ghiacciaio Hopper.

Giorno 14: Hamdar Valley trekking.

7 – Passu (2 notti)

Giorno 15: raggiungi Passu fermandoti prima al Lago Attabad lungo la strada. Una volta a Passu goditi le viste sui “Coni di Passu”, magari con il breve trekking al Batura Glacier. Oppure fai un salto al Passu Suspension Bridge.

Giorno 16: Passu Glacier + Passu Suspension Bridge o Batura Glacier + Passu Suspension Bridge (in base a cos’hai fatto il giorno prima).

8 – Gilgit (1 notte)

Giorno 17: ritorno a Gilgit.

Trasferimento Gilgit – Islamabad

Giorno 18: il viaggio verso Islamabad da Gilgit ti porterà via l’intera giornata, con arrivo nella capitale il giorno seguente in mattinata.

9 – Islamabad (2 notti)

Giorno 19: arrivo ad Islamabad. Visita la Faisal Mosque al tramonto. Prima potresti occupare la giornata con il Monumento Pakistano, Lok Virsa Museum e Daman-E-Koh.

Giorno 20: trail nelle Margara Hill oppure Monumento Pakistano, Lok Virsa Museum e Daman-E-Koh se non l’hai fatto il giorno precedente.

Giorno 21: volo di rientro.

Seconda opzione (itinerario Pakistan 3 settimane)

Possibili variazioni all’itinerario quella di sostituire Minapin con Hopper o Passu, passandoci in entrambi i casi due notti dopo Karimabad e prima del ritorno a Gilgit. Con il giorno extra (visto che a Minapin consiglio 3 notti) da spendere ad esempio a Skardu per visitare qualcosa nei dintorni di quest’ultima in giornata (es. Chunda Valley, Kachura, Basho Valley, Khaplu) oppure, una volta giunto ad Astore, alle Rama Meadows o Rupal Valley nel caso scegliessi quest’ultima al posto delle Rama Meadows (altra possibile variazione).

Itinerario Pakistan 3 settimane

1 – Lahore (2 notti)

Giorno 1: arrivo a Lahore.

Giorno 2: Moschea Badshahi (compreso il forte, tempio Sikh e area verde) + Moschea Wazir Khan.

Trasferimento Lahore – Gilgit

Giorno 3: il viaggio Lahore – Gilgit (con cambio ad Islamabad) ti porterà via l’intera giornata. Con arrivo a Gilgit il giorno seguente di mattina.

2 – Gilgit (1 notte)

Giorno 4: arrivo a Gilgit. Fatti un giro nell’area bazar e magari visita il Khargah Buddha.

3 – Fairy Meadows (2 notti)

Giorno 5: raggiungi Raikot Bridge di mattina, quindi sali a Fairy Meadows.

Giorno 6: trekking Campo Base Nanga Parbat (o fino a Behal o al successivo punto panoramico).

4 – Minapin (3 notti)

Giorno 7: trasferimento a Minapin via Gilgit.

Giorno 8: giorno di riposo prima dell’escursione al Rakaposhi. Visita il villaggio.

Giorno 9: trekking Campo Base Rakaposhi.

5 – Karimabad (2 notti)

Giorno 10: arrivo a Karimabad; visita il forte Altit e la città vecchia alla base + Eagle’s Nest se hai tempo/voglia.

Giorno 11: forte Baltit + villaggio di Ganish.

6 – Gilgit (1 notte)

Giorno 12: ritorno a Gilgit.

7 – Skardu (3 notti)

Giorno 13: trasferimento a Skardu. Kharpocho Fort + Nansoq Organic Village.

Giorno 14: Sarfaranga Desert.

Giorno 15: Marsur Rock.

8 – Astore (Rama Meadows, 2 notti)

Giorno 16: trasferimento ad Astore via Deosai (oppure da Skardu torna a Gilgit e da qui cambia per Astore); una volta ad Astore raggiungi immediatamente le Rama Meadows.

Giorno 17: Rama Lake, villaggio di Rama, goditi le “meadows”.

9 – Gilgit (1 notte)

Giorno 18: ritorno a Gilgit.

Viaggio Gilgit-Islamabad

Giorno 19: il trasferimento verso Islamabad da Gilgit ti porterà via l’intera giornata, con arrivo nella capitale il giorno seguente in mattinata.

10 – Islamabad (1 notte)

Giorno 20: arrivo ad Islamabad. Visita la Faisal Mosque al tramonto. Prima potresti occupare la giornata con il Monumento Pakistano, Lok Virsa Museum e Daman-E-Koh.

Giorno 21: volo di rientro.

Itinerario 1 mese in Pakistan

Con un mese a disposizione unirei semplicemente le due opzioni di itinerario di tre settimane descritte in precedenza, con l’aggiunta di un paio di giorni in una delle località nei dintorni di Skardu (metto Kachura, ma potresti optare per Chunda Valley, Basho Valley o Khaplu) e la Rupal Valley (2 notti) dopo le Rama Meadows e prima di tornare nuovamente a Gilgit.

Altra alternativa fattibile quella di inserire il Khyber Pakhtunkhwa dopo aver completato l’itinerario lungo la Karakoram Highway. In questo caso segui quanto riportato qui sotto fino alla tappa 8 (Gilgit, giorno 17). Qundi, al posto di andare a Skardu, dirigiti verso Chitral, spezzando il viaggio prima a Phander (2 notti)) e poi a Booni (2 notti). In seguito passa i restanti giorni tra la Kalash Valley e la Swat Valley (e magari a Peshawar nel caso saltassi una tra Phander e Booni) prima di raggiungere Islamabad da quest’ultima via Mingora.

Itinerario Pakistan 1 mese

1- Lahore: giorni 1-2

Trasferimento Lahore – Gilgit: giorno 3

2 – Gilgit: giorno 4

3 – Fairy Meadows: giorni 5-6

4 – Minapin: giorni 7-8-9

5 – Karimabad: giorni 10-11-12

6 – Hopper: giorni 13-14

7 – Passu: giorni 15-16

8 – Gilgit: giorno 17

9 – Skardu: giorni 18-19-20

10 – Kachura: giorni 21-22

11 – Astore (Rama Meadows): giorni 23-24

12 – Rupal Valley: giorni 25-26

13 – Gilgit: giorno 27

Trasferimento Gilgit-Islamabad: giorno 28

14 – Islamabad: giorno 29

Giorno 30: volo di rientro

Itinerario più di un mese in Pakistan

Se, come il sottoscritto, hai un lasso di tempo compreso tra il mese e mezzo /due, la cosa migliore da fare è unire i tre circuiti trattati ampiamente in questa guida: Karakoram Highway + Skardu/Astore + Khyber Pakhtunkhwa. Facendo quanto segue.

Attieniti sostanzialmente al precedente itinerario di un mese (visitando magari più di una località nei dintorni di Skardu) fino al ritorno a Gilgit dopo la Rupal Valley. Quindi da Gilgit dirigiti verso Chitral, spezzando il viaggio prima a Phander e poi a Booni. In seguito passa i restanti giorni tra Kalash Valley, Swat Valley e Peshawar, prima di raggiungere Islamabad per il volo di rientro.

Come muoversi in Pakistan

Il sistema trasporti in Pakistan comprende una diversa gamma di soluzioni, capace di coprire in pratica ogni angolo del Paese, anche le zone più inacessibili. Per ovvi motivi, diverse tratte da coprire possono risultare lunghe e spossanti, con strade non esattamente in buone condizioni (con la presenza inoltre di eventuali lavori in corso), ad esclusione dell’intera Karakoram Highway e sostanzialmente le tratte Gilgit-Skardu, Gilgit-Astore e Chitral-Swat Valley/Peshawar.

N.B.: diverse tratte sono soggette a controlli di polizia/esercito, con posti di blocco permanenti lungo la strada in cui bisogna registrarsi. Per cui, durante qualsiasi spostamento, tieni sempre a portata di mano il passaporto (da esibire in copia fisica oppure tramite fotocopie dello stesso o avendolo salvato in qualche applicazione del telefono) in aggiunta al visto d’ingresso.

Autobus

Connettono tra loro i maggiori centri del Paese. Tra le principali compagnie figurano Faisal Movers, Skyways, Daewoo e la governativa NATCO.

Le prime tre sono un pò più costose, anche se ovviamente più confortevoli, con autobus niente male (in particolare Faisal Movers). Specie per lunghe tratte (ad esempio quella Islamabad-Gilgit) a mio parere da preferire a NATCO (dove spesso i bus non sono in buone condizioni), vista la differenza di prezzo non così eccessiva e appunto una qualità generale decisamente più elevata.

NATCO però, al contrario delle altre compagnie citate, è l’unica a raggiungere destinazioni come Skardu, Astore e Chitral.

Un altro sito di riferimento per gli autobus in Pakistan è Bookkaru.

Minivan

All’interno del Gilgit-Baltistan e del Khyber Pakhtunkhwa, questi mezzi vanno sostanzialmente a sostituire i grandi bus di linea. O in alcuni casi ad affiancarli, come nelle tratte Gilgit-Skardu, Gilgit-Astore e Gilgit-Chitral. Rappresentando di fatto il trasporto locale.

Fanno spola tra i vari villaggi, raggiungendo quindi anche le zone più rurali/remote. Sono decisamente economici, anche se di contro spesso e volentieri sovraffollati di gente. Quindi non proprio il massimo della comodità. Anche se a volte sono le uniche soluzioni per muoversi a basso costo in queste due regioni nel caso non si trovasse qualcuno con cui dividere la spesa per altri mezzi (vedi taxi condivisi, jeep) e in assenza di bus.

Non hanno orari precisi, partendo di fatto una volta pieni. Per informazioni a riguardo, quindi, ti consiglio di chiedere una volta sul posto ai locali.

Taxi condivisi

Sempre al nord, vanno ad affiancare i minivan. E, specie se pieni, a livello economico sono una soluzione quantomeno da valutare rispetto a quest ultimi. E in ogni caso più comoda. Tanto per darti un’idea: il viaggio Gilgit-Astore in minivan viene a costare 700 PKR, contro i 1300/1500 PKR di un taxi condiviso con altre 3 persone. E per quella differenza di prezzo (600/800 PKR, circa 2-3 euro) credo siano da preferire.

Jeep

In linea di massima sono usate per raggiungere quei luoghi altrimenti inacessibili per altre tipologie di mezzi o comunque come alternativa per quelle tratte dove le strade non sono esattamente agevoli. In alcune aree del Paese puoi trovare jeep di trasporto pubblico per accedere ad esempio ad alcune valli, in altre invece dovrai noleggiare una jeep privata qualora intendessi appoggiarti a questi mezzi.

Taxi, Mototaxi, Uber, Careem, Tuk Tuk

I taxi in città come Lahore ed Islamabad sono un mezzo economico per muoversi. Ancor più servizi come Uber /Careem (che consiglio di scaricare entrambi), i famigerati tuk-tuk (banditi però ad Islamabad) e i mototaxi. Parlando di taxi, mototaxi e tuk-tuk, essendo sprovvisti di tassametro, concorda sempre il prezzo prima di salire, onde evitare inutili discussioni.

I mototaxi tornano utili anche nelle aree più rurali per raggiungere diversi luoghi d’interesse nei dintorni di una determinata località in modo economico, specie quelli di non facile accessibilità.

Moto

Un modo abbastanza diffuso tra viaggiatori per esplorare il Paese, in particolare per coprire la Karakoram Highway, da Gilgit fino al confine con la Cina. Noleggiandola o addirittura comprandola per poi rivenderla eventualmente a viaggio concluso.

La consiglio comunque a chi ha dimestichezza col mezzo, soprattutto per chi ha intenzione di spingersi al di fuori della Karakoram Highway, dove non sempre le strade sono messe bene.

Autostop

Una pratica piuttosto diffusa e comune in Pakistan. E che funziona alla grande! Rendendo di fatto il Paese una specie di paradiso per autostoppisti. Lungo la Karakoram Highway, ad esempio, non avrai sostanzialmente bisogno d’altro per muoverti e inizierai a preferire di gran lunga l’autostop ai minivan stipati di gente.

Personalmente l’ho fatto parecchie volte, venendo caricato piuttosto facilmente, anche perchè i locali saranno davvero felici di offrirti un passaggio. La nota ospitalità pakistana!

Voli interni

I voli interni non sono proprio economici. Detto questo, potrebbero far risparmiare intere giornate di viaggio, specie a chi non ha tutto questo tempo a disposizione o comunque non avesse particolari problemi di budget.

Parlando del nord del Paese, Pakistan Airlines (PIA) serve gli aeroporti di Islamabad, Lahore, Skardu, Chitral e Peshawar. Lo stesso vale per l’altra compagnia di riferimento, ossia Airblue (ad esclusione di Chitral). Tieni presente che però potrebbero essere cancellati in caso di maltempo.

Viaggio in Pakistan costi

Quanto costa un viaggio in Pakistan?

La realtà è che, nonostante l’aumento generale dei prezzi negli ultimi anni, il Pakistan resta una destinazione davvero low cost. Una delle più economiche che abbia mai visitato. Dove tra l’altro vale sempre la pena provare a contrattare!

Trasporto

Una voce decisamente bassa. E questo sostanzialmente per ogni tipologia di mezzi (ad esclusione delle jeep private, che è sempre meglio condividere). Senza dimenticare il fattore autostop che, come detto, funziona alla grande e quindi potresti usare con una certa frequenza. Tanto per farti un’idea qualche esempio di seguito.

Viaggio Islamabad-Gilgit in autobus con Faisal Movers (bus davvero ottimi), almeno 15 ore, 4500 PKR (ancora meno optando per la compagnia governativa NATCO); bus Lahore-Islamabad con Skyways, 1650 PKR per 5 ore di viaggio. In entrambi i casi stiamo parlando quindi di circa 1 euro per ora di viaggio.

Minivan Gilgit-Minapin, 1 ora circa, 350 PKR (1 euro); minivan Gigit-Skardu, 4 ore circa, 1400 PKR (4,50 euro, poco più di 1 euro per ora di viaggio); minivan Rupal Valley-Astore, circa 2 ore, 500 PKR (1,60 euro); minivan Mingora-Kalam, 3 ore, 450 PKR (1,50 euro).

Taxi condivisi (da dividere in base al numero delle persone): Gilgit-Astore (4 persone), 3 ore, 1300 PKR (circa 4 euro, meno di 1 euro per ora di viaggio); Booni -Chitral (4 persone), 3 ore, 1000 PKR (poco più di 3 euro, 1 euro per ora di viaggio); Utror-Kalam (da solo), circa 1 ora, 2000 PKR (circa 6,80 euro).

Mototaxi Skardu-Marsur Rock , 30 minuti, 1000 PKR (3 euro); un taxi ad Islamabad 500 PKR (circa 1,50 euro) per 8 km; un tuk tuk a Lahore 400 PKR (1,20 euro circa) per 6 km.

Cibo

Per un pasto nei locali tipici (spesso l’unica opzione possibile, se si esclude Islamabad dove trovare locali più occidentalizzati) aspettati di pagare da un minimo di circa 200 PKR (0,70 centesimi) fino ad un massimo attorno alle 800 PKR (poco più di 2 euro). Qualcosa in più probabilmente mangiando nelle varie strutture d’alloggio, dove è sempre disponibile un “ristorante” o comunque uno spazio dove servono da mangiare.

Alloggio

Nonostante la mancanza di ostelli (a parte a Lahore ed Islamabad), dormire resta comunque economico. Per una stanza privata, in linea di massima sempre dignitose (tra l’altro spesso con bagno annesso), non ho mai pagato più di 2000 PKR a notte (poco più di 6 euro) a volte anche 1500. L’unica volta che ho speso di più è stato a Phander (3000 a notte, ma con colazione inclusa).

Attività/attrazioni

Praticamente tutto può essere svolto in maniera indipendente, compresi i numerosi trekking in giornata. Con attrazioni storico-naturali spesso e volentieri gratuite, o comunque con costi d’ingresso davvero bassi.

Riassumendo: in 51 giorni di viaggio in Pakistan (viaggiando low-cost e facendo tutto in autonomia) ho speso 705 euro. Una media di 13 euro al giorno.

Viaggio in Pakistan sicurezza

Il Pakistan è un Paese sicuro? Viaggiare in Pakistan è sicuro?

A livello generale la risposta è sicuramente sì. In particolare all’interno del Gilgit-Baltistan, la regione più turistica e liberale del Paese. Ma anche in città come Lahore ed Islamabad non ho mai avuto sentori di pericolo.

Discorso leggermente diverso per il Khyber Pakhtunkhwa, specie per le zone più vicine al confine afgano, dove è sempre meglio monitorare la situazione, dato che quest’ultima non è propriamente stabile. Ad esempio, un paio di settimane prima del mio arrivo nella regione, c’erano stati scontri tra esercito e talebani, che avevano reso momentaneamente inacessibili alcune aree per gli stranieri. Per poi tornare tutto nella norma una volta giunto. E devo dire che anche qui mi sono sempre sentito al sicuro, al pari del Gilgit-Baltistan.

Ricordo invece che regioni come Balochistan e parte del Azad Kashmir (entro 10 km dal confine indiano) sono “off limits” per gli stranieri, o comunque bisogna essere in possesso di un permesso speciale per accedervi.

Parlando di religione, essendo un argomento sensibile per molti pakistani, porta sempre massimo rispetto, anche qualora dovessi esprimere una tua opinione a riguardo. Specie nelle aree più conservative/fondamentaliste.

In ultima, cerca di evitare di bere acqua dal rubinetto e come per qualsiasi altro Paese usa buon senso e fatti vedere sicuro. In questo modo non avrai nessun tipo di problema e, anzi, potrai godere dell’estrema ospitalità di questo popolo.

In ogni caso stipula un’assicurazione viaggio prima di partire per il Pakistan. Quelle che uso personalmente e consiglio sono Globelink e SafetyWing, le migliori sul mercato. Qualora avessi trovato l’articolo d’aiuto ed ispirazione considera l’idea di acquistarle cliccando negli appositi link (supporterai il mio lavoro senza alcun costo aggiuntivo a tuo carico. Grazie in anticipo).

In questa guida ti ho fornito tutte le risorse necessarie per organizzare al meglio un viaggio in Pakistan. Non mi resta che augurarti buon viaggio e una felice permanenza nel Paese!

Lascia un commento sotto l’articolo, anche qualora avessi bisogno di ulteriori chiarimenti/consigli. Sarò felice di risponderti ed aiutarti!

1 commento su “Viaggio in Pakistan fai da te”

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