SALAR DE UYUNI: LA GUIDA PARTENDO DA TUPIZA

Salar de Uyuni da Tupiza: la guida completa con tutte le informazioni necessarie per vivere al meglio un’esperienza di 4 giorni nella Riserva Eduardo Avaroa.

INTRODUZIONE

La più grande distesa di sale al mondo; 10500 km quadrati di estensione; 10 metri di spessore a comporre il suo strato superficiale di un candido bianco…

Ma parlare del Salar de Uyuni in termini numerici sarebbe alquanto riduttivo per descrivere questa meraviglia della natura, in assoluto uno dei luoghi più incredibili sulla Terra.

Così come sarebbe sbagliato mettere in secondo piano alcuni degli innumerevoli, nonchè irreali, siti naturali che si visitano all’interno dello sconfinato e stupendo Parco Nazionale di Fauna Andina Eduardo Avaroa, una remota e selvaggia area protetta situata nelle Ande a sud-ovest della Bolivia, durante i giorni di tour che precedono l’arrivo al Salar de Uyuni.

Vi assicuro che all’interno di questa riserva si trovano alcuni luoghi che possono tenere testa, in termini di bellezza, al più noto e fotografato Salar de Uyuni e che andremo a scoprire assieme nel prosieguo dell’articolo.

SALAR DE UYUNI: COME RAGGIUNGERLO ED ESPLORARLO

Esistono sostanzialmente tre punti principali da cui partire alla scoperta del Salar de Uyuni.

Uno parte dal Cile, precisamente da San Pedro de Atacama, come prolungamento alla visita del Deserto de Atacama; gli altri due, come facilmente intuibile, dalla Bolivia, con le città di Uyuni e di Tupiza come base di partenza.

Per attraversare la Riserva Eduardo Avaroa e raggiungere il Salar vengono utilizzati dei fuoristrada (4×4) messi a disposizione dalle agenzie che organizzano i tour all’interno di quest’area naturale, mezzi ideali per questo tipo di esperienza, vista la natura impervia dell’ambiente, tra l’altro percorso esclusivamente da strade sterrate dismesse (e, a volte, nemmeno quelle).

Va detto che la Riserva può essere visitata anche in maniera autonoma (con la propria auto, in moto o in bicicletta). Optare per il “fai da te” comporta comunque dei rischi da non sottovalutare.

Stiamo parlando infatti di un territorio davvero sconfinato, ostile, isolato, in cui non esistono indicazioni di alcun tipo (facile quindi perdersi). A questo và aggiunto: poche strade battute e di difficile percorrenza; altitudine generale elevata (spesso si toccano i 4000 metri e più, con conseguenti problemi per alcuni); mancanza assoluta di segnale (“buttate” pure il cellulare in caso vi perdiate o foriate una gomma) e, non ultima, chilometri e chilometri di assenza totale di centri abitati e di qualunque “forma intelligente” che possa aiutarvi in caso di difficoltà.

Adesso che il quadro è completo, capite bene che affidarsi ad un tour operator è cosa “buona e giusta”, soprattutto perchè le varie guide conoscono questi territori a menadito. Inoltre, prenotare con agenzie professionali, vi regalerà comunque una bellissima esperienza.

SALAR DE UYUNI: QUANDO VISITARLO

Il periodo migliore per visitare il Salar de Uyuni è quello che và da dicembre a marzo.

Quest ultimo mese è l’ideale poichè, trovandosi nella stagione delle pioggie, forma un sottile velo d’acqua sulla superficie desertica, andando così a creare un effetto “specchio” che riflette le nuvole sulla superficie stessa, creando un tutt uno tra cielo e terra, in uno scenario indescrivibile ed onirico. Pazzesco!

Inoltre a marzo le temperature sono favorevoli, non facendo nemmeno freddo, tutto sommato neanche la notte.

SALAR DE UYUNI: PERCHÈ SCEGLIERE I TOUR DA TUPIZA

Tupiza è una piccola cittadina posta a poca distanza dal confine argentino. Si tratta di una realtà semplice e tranquilla, oltre che parecchio autentica. Di certo non si può definire “bella” a livello estetico e non c’è nemmeno molto da fare e da vedere, ma comunque è un posto migliore dove sostare in confronto ad Uyuni, una città davvero orrenda e che non offre niente, a parte un buon numero di agenzie che organizzano i tour al Salar.

I vantaggi di un tour da Tupiza

Innanzitutto il tour dura 4 giorni invece che i tre di Uyuni.

Avendo un giorno in più a disposizione, quindi, si riescono a visitare più attrazioni, alcune escluse nel tour di Uyuni e, quelle in comune, ad orari differenti rispetto a quest ultimo, potendo visitare così i siti di interesse con molta meno gente presente (spesso nessuna, a parte il proprio gruppo), anche perchè Uyuni è una tappa più battuta e più comune da cui iniziare la visita al Salar.

Partendo da Tupiza si ha a disposizione, oltre al conducente del veicolo (che è anche la guida), una cuoca personale (spesso assente nei tour da Uyuni, al fine di caricare più gente nel fuoristrada), che cucinerà deliziosi piatti durante l’intero arco della giornata.

Si parte con un gruppo formato al massimo da 4/5 componenti (più autista e cuoca) e, se il numero eccede questa cifra, si parte con due veicoli separati, ma con la cuoca sempre e comunque presente (al contrario, come detto, di Uyuni). Un numero così limitato di persone per gruppo permette di stare comodi all’interno dei 4×4, anche perchè i km da macinare al giorno sono parecchi, come le ore in cui si stà dentro al fuoristrada.

Ultima chicca dei tour da Tupiza? La possibilità di ammirare l’alba che sorge proprio all’interno del Deserto di Sale. Dettagli che fanno la differenza…

COME RAGGIUNGERE TUPIZA

Tupiza, essendo vicina al confine con il nord argentino, è facilmente raggiungibile in autobus da località come Tilcara o Humahuaca.

Esistono vari bus, sia diurni che notturni, che partono con frequenza da queste due cittadine verso il confine boliviano, precisamente con fermata a La Quiaca, ultimo avamposto argentino prima di passare in Bolivia (circa tre ore e mezza di viaggio).

Arrivati alla stazione di La Quiaca, si può raggiungere tranquillamente a piedi la frontiera che divide  Argentina e Bolivia (dogana tra l’altro in comune tra i due Paesi), essendo questa distante solo un paio di km dal terminal di La Quiaca.

Sbrigate le varie faccende burocratiche e passata la suddetta dogana, si giunge a Villazon, cittadina boliviana di frontiera.

Una volta a Villazon basta addentrarsi all’interno della città e raggiungere il terminal della stessa per imbattersi in personaggi che vi offriranno un passaggio con i loro minivan a Tupiza, ad una cifra davvero irrisoria.

In circa un’ora e mezza di viaggio sarete arrivati a destinazione.

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: LA SCELTA DELL’AGENZIA

Al contrario di Uyuni, a Tupiza esistono pochi tour operator, con itinerari all’interno del Parco Nazionale Eduardo Avaroa davvero simili, compreso il prezzo.

Un’agenzia che consiglio vivamente e a cui anch io mi sono affidato è “La Torre Tours”, davvero professionale ed organizzata, con personale molto competente.

Il vantaggio di questa agenzia, inoltre, è di trovarsi all’interno del omonimo ostello, tra l’altro una buona struttura in cui alloggiare in città.

Il tutto quindi è davvero comodo. Si entra nell’ostello, si prenota un posto letto, si sistemano le proprie cose e si ha già l’agenzia a portata di mano, pronti per prenotare il proprio tour al Salar de Uyuni. Meglio di così!

Anticipo che il mio tour con questa agenzia è stato spettacolare. Non ci hanno fatto mancare davvero niente ed inoltre, sia la guida che la dolcissima cuoca, si sono rivelate delle splendide persone, capaci di creare un gruppo affiatato e una bellissima atmosfera, instaurando un ottimo rapporto sia con il sottoscritto che con gli altri miei tre compagni d’avventura. Promossi a pieni voti!

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: COME SI SVILUPPA IL TOUR

I tour partono da Tupiza per arrivare, dopo quattro giorni intensi ed emozionanti all’interno della Riserva, ad Uyuni, nel primissimo pomeriggio.

Gli zaini vengono caricati, legati e coperti con un telo sopra il fuoristrada ad ogni nuova partenza, per poi essere recuperati una volta giunti in ognuno degli alloggi in cui si dorme lungo l’itinerario, nei pochi villaggi presenti.

Consiglio quindi di portarsi dietro un piccolo zaino supplementare dove mettere lo stretto necessario, come ad esempio un capo da indossare in caso di freddo, macchina fotografica, crema protettiva, carta igienica e qualsiasi altra cosa possa tornarvi utile.

I 4 giorni di tour sono così scanditi: sveglia molto presto alla mattina; colazione; visita a vari siti di interesse all’interno della Riserva con pausa pranzo; arrivo in tarda serata negli alloggi; piccolo spuntino (solitamente tè, mate o caffè con biscotti); cena; letto.

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: ALTRE INFORMAZIONI SUL TOUR

Il tour al Salar de Uyuni da Tupiza ha un costo medio di circa 1200 bolivianos (160 euro), comprensivo di:

  • 4 giorni di viaggio e 3 notti
  • trasporto
  • autista/guida + cuoca
  • colazione, pranzo, merenda, cena
  • alloggio nelle varie strutture

Il pranzo viene consumato o all’aperto (in fantastiche location) o in apposite strutture, mentre la cena all’interno degli alloggi in cui si dorme, dotati di cucina propria.

Per i vegetariani niente paura. C’è la possibilità di fare richiesta di questo tipo di alimenti, ovviamente facendolo presente prima della partenza.

Devo dire che il cibo preparato è sempre stato davvero ottimo e ricco. L’ultima sera poi sono “scappate” anche un paio di bottiglie di vino, il che non guasta mai.

Il tour NON comprende l’ingresso alla Riserva e ad alcune zone come il Villaggio Fantasma, la piscina termale e l’Isola di Incahuasi, che dovrete pagare a parte.

Inoltre negli ostelli docce, sapone, carta igienica e coperte aggiuntive richiedono, anche in questo caso, un pagamento supplementare (comunque piuttosto esiguo).

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: COME VESTIRSI

Questa esperienza non richiede nessun tipo di abbigliamento tecnico, nemmeno per quanto riguarda le scarpe. Se ne avete da trekking bene, altrimenti è uguale. Almeno ad inizio marzo (periodo in cui ho visitato il Salar), di giorno si stà tranquillamente in maniche corte, mentre alla sera, quando le temperature calano, un buon pail o qualsiasi altro indumento caldo possono bastare.

In generale, vestitevi a strati.

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: ALLOGGI

Si dorme in sistemazioni basiche in alcuni dei villaggi presenti, degli ostelli semplici che alla fine non sono affatto male, anzi.  Generalmente le camere sono formate da 6 posti letto, con lenzuola e coperte per la notte (mai patito freddo – inizio marzo – ma so di alcune persone che in altri mesi dell’anno non possono dire lo stesso).

Può capitare di dover dividere la struttura con persone provenienti da altri tour, mentre in altri casi sarete solo voi con il vostro gruppo.

Gli alloggi sono provvisti di docce (non sempre calde), bagni e cucina, mentre sono privi di riscaldamento e di elettricità dopo una certa ora.

L’ultima notte (la terza), si dorme in una caratteristica struttura fatta completamente di sale.

SALAR DE UYUNI DA TUPIZA: LE TAPPE DIVISE PER GIORNI

PRIMO GIORNO DI TOUR

Il primo giorno si parte verso le 8 del mattino, con il fuoristrada già bello parcheggiato fuori dall’ostello ad attendere.  Caricati gli zaini sopra al veicolo e fatta la conoscenza con guida e cuoca si parte in direzione del Parco Nazionale Eduardo Avaroa.

La prima meta si raggiunge in breve tempo, poco dopo aver lasciato la civiltà ed essersi immessi nello sterrato. Questo primo punto di interesse si chiama “El Sillar”, un canyon tra due catene montuose composte da diversi minerali e di un’età di milioni di anni. La vista dall’alto è davvero notevole.

Si inizia a salire poi di altitudine fino a toccare i 4500 metri arrivando quindi ad una piana d’erba, detta Awanapampa, dov’è riunita una folta schiera di lama.

Lasciato questo punto si prosegue per alcuni km tra paesaggi collinari e distese sconfinate fino a raggiungere la Ciudad del Encanto, un particolare sito con strane formazioni di roccia lavica.

Dopo aver pranzato all’aperto proprio in parte a questi straordinari pinnacoli, si continua il tour passando per il piccolo pueblo di Polulos e si prosegue fino a sostare in un “mirador” nei pressi del villaggio Rio San Pablo, dove alcune donne boliviane sono solite fermarsi per vendere i loro prodotti di artigianato locale.

Visita quindi al Pueblo Fantasma, insediamento coloniale spagnolo che qui estrassero oro ed altri minerali per ben 300 anni, prima di abbandonarlo definitivamente.

Tappa successiva la Laguna Morejon, prima di raggiungere il villaggio di Quetena Chico, luogo di alloggio per la notte. La tratta dalla laguna al piccolo insediamento è molto bella e scenografica.

Dopo cena si esce per ammirare il cielo stellato, con alcune spiegazioni sulle costellazioni da parte della guida.

SECONDO GIORNO DI TOUR

La prima tappa del secondo giorno è la Laguna Hedionda, il cui significato letterale è “puzzolente” (non ci metterete molto a capire il perchè di questo appellativo, dato il forte odore di freschino nell’aria), un piacevole specchio d’acqua dov’è riunita una nutrita colonia di fenicotteri, immerso in un contesto desertico.

A questo punto, con grande sorpresa, la nostra guida ha deciso di portarci in un sito naturale non previsto dal tour e non segnato nella mappa, tra l’altro senza nome e, credetemi, si è trattato di uno dei più incredibili posti che ho visitato all’interno della Riserva. Una laguna di un bel azzurro abitata da alcuni fenicotteri e circondata da dolci montagne, con l’intero scenario attorno alla laguna che si riflette nelle sue acque, creando qualcosa di unico. Le foto qui sotto parlano da sole!

Si continua poi costeggiando la Laguna Salada, arrivando in seguito al Desierto de Dalì, dove si apre uno scenario con degli scorci interessanti.

Si torna quindi indietro per la stessa strada, con fermata all’Aguas Termales, delle piscine di acqua calda in cui è possibile farsi il bagno, con il bellissimo Salar de Chalviri a fare da cornice. Tutto il contesto rende il momento molto piacevole.

Dopo aver pranzato in una struttura nei pressi delle acque termali, si raggiunge il punto più alto del tour (circa 5000 metri), ossia la zona dei Geysers, composta da getti di vapore e acqua lavica che ribolle nel terreno, quest ultimo formato da composizioni di diverso colore.

Ultima tappa del secondo giorno la Laguna Colorada, uno specchio d’acqua di 60 km quadrati dall’incredibile colorito rosa, in cui abitano qualcosa come 25000 fenicotteri appartenenti a tre specie diverse. Che dire. Un luogo assolutamente surreale, in cui trovare una pace interiore indescrivibile.

TERZO GIORNO DI TOUR

Dopo aver trascorso la notte nel villaggio di Villa Mar, si parte per osservare alcune formazioni rocciose di origine vulcanica dalle forme di animali (cammello, lupo ecc…).

Continuando lungo l’itinerario, ecco che si giunge allo splendido sito denominato Italia Perdida (in quanto, si dice, scoperto da un avventuriero italiano), anche questo formato da varie strutture di roccia vulcanica aventi milioni di anni.

Si arriva poi alla Laguna Negra (o Misteriosa), un posto che dire incantevole è poco. Direi talmente magico da rapirti il cuore. Una piccola laguna nascosta in mezzo ad ammassi rocciosi dalla forma tondeggiante, attorniata da verdi pianure pascolate dai lama. Meravigliosa!

Tappa successiva la Valle de Las Rocas, dove si pranza all’aperto.

A stomaco pieno si prosegue attraversando splendide distese di quinoa, di un rosso acceso, in direzione dell’Anaconda, un canyon al cui interno scorre un fiume a forma di serpente (da qui il nome del luogo).

Ci si ferma poi per la notte a Villa Candelaria, alloggiando in un tipico ostello composto interamente di sale.

QUARTO GIORNO DI TOUR

Il quarto giorno di tour è dedicato alla visita del tanto atteso Salar de Uyuni.

Si parte in piena notte (verso le 4) per poter ammirare il sorgere dell’alba sul deserto di sale. Buona parte del tragitto viene percorsa nell’oscurità più totale, con la sole luce dei fari ad illuminare la via, fino a che, giunti completamente all’interno del Salar, lo spettacolo ha inizio. Il sole comincia ad innalzarsi lentamente sopra questa enorme distesa bianca, in uno spettacolo emozionante.

Contemplato il momento, nella tenue luce della mattina, giunge l’ora di proseguire verso l’Isla Incahuasi, un piccolo lembo di terra pieno di enormi cactus, in cui è possibile salire sulla cima attraverso un breve sentiero per avere una panoramica sul Salar dall’alto.

Una volta scesi, colazione all’aperto e foto di rito sulla superficie di sale. Si, proprio quelle di foto…Quelle che si vedono in giro con strani effetti prospettici in cui dare sfogo alla propria inventiva (non andando matto per questo tipo di cose, mi sono fatto fare una foto “normale”).

Lasciata l’isola si riparte continuando ad attraversare il Salar de Uyuni e qui lo scenario si fà ancora più incredibile. Direi irreale!

Da questo momento e per svariati chilometri, infatti, la distesa è coperta da un sottile strato d’acqua, che funge da specchio. Terra, cielo e bianche nubi si fondono in un tutt’uno, non capendo dove inizia l’uno e finisca l’altro, in un orizzonte senza fine, in uno spettacolo impossibile da descrivere a parole. Qualcosa di onirico…sembra davvero di galleggiare tra le nuvole!

Giunti infine verso il limitare dei confini del Salar, ma ancora al suo interno, si visita il Museo di Sale, con in parte una base rialzata dove sono piantate alcune bandiere di diverse Nazioni.

Questa è l’ultima tappa dell’itinerario, per poi uscire definitivamente dal deserto di sale, raggiungendo dapprima il paesino di Colchani (dove si consuma l’ultimo pranzo) ed infine la città di Uyuni, nel primo pomeriggio.

CONCLUSIONE

La Riserva Nazionale Eduardo Avaroa è un continuo susseguirsi di spettacolari scenari e scorci, immergendo letteralmente il viaggiatore in un contesto unico e immaginifico, tra fantastiche vette montuose, lagune colorate e salate, geysers, vulcani e una luce così particolare da rendere tutto il paesaggio un quadro a cielo aperto, con il Salar de Uyuni a rappresentare l’apice di uno splendido tour di 4 giorni. Ringrazio Madre Natura per avermi concesso di ammirare tutto ciò.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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