LUANG PRABANG : UNA CITTÀ TRA DUE FIUMI

Luang Prabang è una città situata nel nord del Laos ed è probabilmente la meta più ” gettonata ” del Paese, oltre che quella più ” occidentalizzata “, sia per quanto riguarda la tipologia dei locali che per la massiccia presenza di turisti europei e americani ( non a caso qui i prezzi sono piuttosto elevati rispetto alla media del Laos ). La città, Patrimonio dell’Unesco, sorge in una valle racchiusa tra due fiumi, il Mekong e il Nam Khan ed è sovrastata al centro dalla collina sacra del Phu Si e la si può esplorare facilmente a piedi o in bicicletta, essendo abbastanza piccola. In generale è un luogo tranquillo con una bella atmosfera, dove casette in legno e templi si alternano a case coloniali. Io ci sono arrivato da Luang Namtha con un minivan stipato di gente ( ma qui in Laos è la norma, visto che da quel che ho potuto constatare i vari mezzi partono solo quando tutti i posti a sedere sono occupati ), mezzo febbricizzante dopo due giorni di trekking nella giungla con sbornia di Lao-lao annessa e tra strade piene di buche, curve, salite e discese. Insomma, non è stato proprio uno spostamento piacevole, anzi…

Apro una piccola parentesi personale : ero molto curioso di visitare questà città, anche perchè tutti ne parlano davvero bene, ma alla fine, personalmente, non mi ha conquistato pienamente. Certo, la città è davvero piacevole, carina e si respira una bella atmosfera, soprattutto girandola alla sera, quando le sue vie e i suoi locali sono illuminati da tutte queste luci soffuse, lanterne, lucette ecc…, che le donano un aspetto davvero gradevole, ma alla lunga la città mi è parsa un pò ripetitiva e il molto turismo presente le fà perdere un pò del suo innegabile fascino.

Di seguito una lista di attività da svolgere a Luang Prabang ( che comunque merita assolutamente di essere vista) :

– VISITA DELLA CITTÀ : Luang Prabang è sostanzialmente formata da una via principale, Sisavangvong, costellata da ostelli, guesthouse, negozietti ( che vendono soprattutto anelli e collane ), qualche centro massaggi, bancomat, bakery e localini davvero d’atmosfera ( alcuni dei quali gestiti da proprietari europei ) e una parallela che le gira attorno e che costeggia i due fiumi, puntellata di sistemazioni in cui dormire e ristorantini affacciati sull’acqua, dove concedersi una bella passeggiata, soprattutto per ammirare il tramonto. Ad intersecare queste due strade, delle piccole viette interne, anche queste dotate di ogni ” comfort ” per i visitatori. Nella via Sisavangvong, la più importante della città, nonchè quella più animata, ogni sera si svolge un piccolo mercato all’aperto, dove poter comprare vari prodotti d’artigianato. Nei pressi di quest ultimo, in uno stretto vialetto, sono presenti vari stand con tavoli in cui sedersi e mangiare dell’ottimo cibo a prezzi economici. Altre cose da fare in città sono la salita della collina di Phu Si, dalla cui cima si ha una bella visuale dall’alto e la visita del ” Bamboo bridge “, un ponte di bambù che, attraversandolo ( a pagamento ovviamente, visto che in Laos si paga per tutto ) conduce dall’altra parte del Nam Khan, nonchè al Dyen Sabai, un locale all’aperto. Da vedere ci sarebbe anche la processione dei monaci all’alba, il tak bat, ma io me ne sono astenuto poichè, oltre al fatto che non mi piace qualsiasi forma di religione, ho capito che da rito religioso si è trasformato in un ” circo ” per turisti. Inoltre, questo rituale è presente in ogni località del Laos, quindi, se proprio volete assistere a questa cerimonia, fatelo in un posto meno turistico di Luang Prabang, lo vivrete nel modo giusto, in rispetto e silenzio.

– VISITA DEI TEMPLI : in città ve ne sono di numerosi e basterà girare per le sue vie per imbattersi in alcuni di essi. Nella via Sisavangvong si trova il Palazzo Reale e, a pochi metri da quest ultimo, un bellissimo tempio, il Wat Souvannapoumaram. Lasciando quest ultimo alla propria destra e proseguendo dritti, si arriva ad un altro monastero, il Wat hosian voravihane, nelle cui pareti sono dipinte scene di tortura. Sempre nella stessa via, ma nella direzione opposta ( superando di nuovo il Palazzo reale, questa volta quindi lasciandoselo a sinistra ) è presente un altro bel tempio, il Wat Sensoukharam. Nella via parallela a Sisavangvong, imboccando una laterale e dopo una breve camminata, incontrerete il Wat Ban Aham, con due statue in posa del Buddha. Il tempio più importante della città si trova invece vicino alla punta della penisola, in parte al fiume ed è il Wat Xieng Thong. Attraversando il Mekong in barca e arrivando nel distretto di Chomphet, salendo su un’altura attraverso una scalinata, si arriva al Wat Chomphet, un tempio parecchio in rovina, ma dove si gode di una gran pace e si ha una stupenda vista sul Mekong e sulla città. Infine, sulla cima della collina di Phu Si, si trova uno stupa dorato, il That Chomsi e poco più sotto, sempre salendo questo luogo sacro, il  Wat Thammothayalan. Questi, ovviamente, sono i templi che ho visitato io, ma, come detto, ce ne sono diversi altri sparsi all’interno della cittadina, tutti raggiungibili a piedi.

– VEDERE IL TRAMONTO : lasciate perdere la vista di questo spettacolo dalla cima del Phu Si, credetemi ( se volete salirla, fatelo in altri orari ). Lo spazio qui è davvero ridotto e troverete molta gente ad ustruirvi la vista, quindi da momento emozionante potrebbe trasformarsi in uno di nervosismo. Fatelo piuttosto lungo le rive di uno dei due fiumi, lo spettacolo sarà davvero affascinante e, soprattutto, lo ammirerete in santa pace. Un altro punto interessante dove poter assistere al tramonto, potrebbe essere nel distretto di Chomphet, precisamente salendo l’altura che porta al Wat Chomphet. La vista da qui sul paesaggio circostante è davvero molto bella. Io ci sono stato nelle prime ore del pomeriggio e ho trovato solamente due persone, ma credo che anche durante il calare del sole, la situazione non cambi di molto, anche se non avendolo testato personalmente, non ne ho l’assoluta certezza.

– DISTRETTO DI CHOMPHET : questa parte della città si trova sulla riva opposta del fiume Mekong ed è raggiungibile facilmente e in pochi minuti con le imbarcazioni che partono dal piccolo molo, per un costo di 5000 kip, se non sbaglio ( non fatevi portare dai barcaioli che vi fermeranno per strada, pagherete molto di più ). L’aspetto generale di questo distretto è molto differente rispetto a quello di Luang Prabang, essendo costituito da una serie di piccoli villaggi molto poveri, fatte di baracche di legno e qualche piccola attività, dove però ogni tanto spicca qualche bella casetta colorita. L’atmosfera è molto rilassata e tranquilla e, inoltre, sono presenti vari templi, come il Wat Chomphet, raggiungibile salendo una scalinata e dove si gode di un’ottima vista dall’alto. Questa zona merita una visita, anche solo di un’oretta, per vedere un’altra faccia della città.

– CASCATE DI KUANG SI : questo sito naturale è il posto ideale per una bella escursione in giornata fuori città. Distano circa 30 km da Luang Prabang e il mio consiglio è di raggiungerle affittando uno scooter, dato che la strada per arrivarci offre dei bei scorci paesaggistici. L’entrata è a pagamento ( io pensavo fosse gratuita e sono partito con pochi kip al seguito e una banconota da 50 euro e una volta arrivato, mi sono reso conto che non bastavano per me e la mia ragazza e, siccome non accettavano gli euro, il ragazzo della biglietteria è stato così gentile da farci entrare gratis! ) e, almeno alla domenica, sono piuttosto affollate. Le cascate sono davvero belle e d’impatto e durante il loro percorso creano delle pozze d’acqua di un bel azzurrino limpido in cui farsi delle nuotate e rinfrescarsi. Una volta raggiunte le cascate, si può intraprendere un percorso ( non facilissimo ) che porta alla loro sommità, dove ci sono altre zone in cui poter entrare in acqua. Nel complesso la visita di questo posto merita ( anche se ho preferito le  “Erawan Waterfalls ” a Kanchanaburi, Thailandia ), ma sicuramente è meglio andarci in settimana, dove c’è meno gente. Subito dopo l’ingresso al parco, inoltre, troverete anche un centro di recupero per gli orsi asiatici.

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